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Investimenti in sicurezza

del 11/10/2011
di: di Benedetta Pacelli
Investimenti in sicurezza
Le casse di previdenza provano ad autoregolamentare la gestione del loro patrimonio mobiliare e immobiliare. Dopo la doccia fredda della manovra finanziaria che ha assegnato alla Covip, la Commissione di vigilanza dei fondi pensione, il compito di controllare le loro scelte degli investimenti, l'Associazione degli enti di previdenza privati, propone agli associati una serie di norme per uniformare le strategie e ridurre i rischi di investimenti. Da questi principi nasce il Codice di autoregolamentazione in tema di gestione e controllo del rischio del patrimonio mobiliare e immobiliare, presentato ufficialmente ieri, ma su cui l'Adepp stava lavorando da tempo che rappresenta il primo tassello per aprire un tavolo di confronto con quei ministeri vigilanti che saranno chiamati a varare i decreti attuativi per definire il perimetro di intervento della Covip.

Sei i principi guida della proposta ispirata sostanzialmente a logiche di Asset & Liability Management, il metodo, cioè, di misurazione del rischio di tasso d'interesse e del rischio di liquidità. Nei principi guida viene sottolineata, infatti, l'ottimizzazione di un adeguato indicatore di sostenibilità e garanzia di lungo periodo, che, come l'Adepp aveva sottolineato più volte nel recente passato, dovrà essere necessariamente differenziato rispetto ai diversi enti. Ma non solo, perché tra i principi cardine si sottolinea che i processi di investimento individuino i soggetti coinvolti, i relativi poteri e soprattutto le responsabilità nonché i flussi procedurali. Cosa in parte già presente, ma che ora dovrà essere adottata secondo una modalità sistematica e vincolante.

Gli enti dovranno, poi, investire il proprio patrimonio perseguendo l'obiettivo di minimizzare i fattori di rischio che dovrà esser valutato ex-ante e ex-post, secondo «idonei indicatori di criteri di misurazione standard». In particolare, relativamente agli investimenti di natura mobiliare, gli enti calcoleranno gli indicatori che ritengono maggiormente appropriati per la misurazione del rischio associato ai propri investimenti. Le casse dovranno, poi, definire «i limiti di garanzia qualitativi e/o quantitativi agli investimenti nelle singole asset class» e predisporre una reportistica che individui criteri comuni di quantificazione dei valori e dei rendimenti sia immobiliari sia mobiliari. Tale reportistica verrà «univocamente utilizzata per le comunicazioni alle diverse autorità di vigilanza». Che come tiene a precisare il presidente dell'Adepp Andrea Camporese dovranno lavorare senza sovrapporre i compiti: «sarà fondamentale evitare duplicazioni tra le numerose fonti di controllo che insistono oggi sulle Casse private. Si tratta di un'occasione importante per fare chiarezza, l'aspettativa dei presidenti è forte quanto la loro disponibilità alla discussione. Fino a oggi, grazie a scelte attente e consapevoli», chiude Camporese, «siamo riusciti a non mettere mai a rischio i patrimoni gestiti dalle Casse ma la crisi del mercato ci impone di fare un passo in avanti nel segno della garanzia e della prudenza a favore dei nostri iscritti».

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