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Enti locali, incentivi senza tagli

del 11/10/2011
di: di Francesco Cerisano
Enti locali, incentivi senza tagli
Gli incentivi per la progettazione (interna) di opere pubbliche e i compensi per l'avvocatura comunale e provinciale restano fuori dalla stretta prevista dalla manovra correttiva 2010. Si tratta delle uniche eccezioni all'applicazione dell'art. 9, comma 2-bis del dl 78/2010 che ha imposto agli enti locali di cristallizzare, dall'1/1/2011 e fino al 31/12/2013, le risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale in modo che non superino l'importo fatto registrare nel 2010. Nessun'altra deroga può essere ammessa perché la ratio della disposizione (limitare la crescita dei fondi destinati alla contrattazione integrativa) impone una lettura non estensiva. Per questo, onde evitare effetti distorsivi, gli enti dovranno sterilizzare le spese sostenute nel 2010 per pagare i progettisti e gli avvocati interni, non includendole nel tetto da prendere in considerazione. Diversamente, chi l'anno scorso ha dovuto pagare ingenti somme per questo tipo di spese ne risulterebbe eccessivamente penalizzato, perché il tetto delle risorse complessive destinabili alla contrattazione integrativa risulterebbe elevato «in modo improprio». Lo hanno chiarito le sezioni unite della Corte dei conti con la delibera n. 51/2011 che ha tolto agli enti ogni speranza di aprire un varco interpretativo a proprio favore. A chiamare in causa le sezioni unite è stata la Corte conti Lombardia. I giudici lombardi ancora una volta hanno tentato di alleggerire il compito di comuni e province escludendo dal tetto di spese, che dovrà per tre anni restare al livello del 2010, una serie di risorse destinate a finanziare specifici incentivi: oltre a progettisti e avvocati interni, la Corte conti Lombardia chiedeva di escludere i compensi per il recupero dell'Ici, quelli per le indennità di turno della polizia locale e i proventi derivanti dai contratti di sponsorizzazione.

La magistratura erariale milanese ha richiamato a sostegno delle proprie tesi anche l'orientamento analogo delle sezioni regionali di Marche e Liguria, oltre a una circolare della Conferenza delle regioni. Tutte favorevoli a escludere dal tetto gli incentivi di cui sopra per svariate ragioni. Gli incentivi Ici, per esempio, non andrebbero tenuti in conto poiché «verrebbero corrisposti con fondi che si autoalimentano, ossia mediante risorse etero-finanziate rispetto alle risorse proprie degli enti locali». I compensi per i legali dell'ente derivanti dalla condanna alle spese delle controparti andrebbero esclusi perché «non si tratterebbe di somme incidenti sugli equilibri di bilancio degli enti». E ancora, i proventi dei contratti di sponsorizzazione dovrebbero restare fuori dal tetto in quanto risorse, sì destinate al fondo per la contrattazione integrativa, ma anche in questo caso «etero-finanziate e dunque non incidenti sugli equilibri delle finanze locali». Mentre gli incentivi ai progettisti, secondo la Corte conti Lombardia, sarebbero da considerare spese per investimenti e non invece per personale. Le sezioni unite, dopo un lungo excursus storico sulle dinamiche retributive che dal 1993 in poi hanno di fatto incrementato la spesa delle pubbliche amministrazioni a livello decentrato aumentando sempre più il divario tra stipendi contrattuali e stipendi percepiti, ha ribadito che l'art. 9, comma 2-bis non ammette sconti. «Si tratta di una norma volta a rafforzare il limite posto alla crescita della spesa di personale», scrivono i giudici presieduti da Luigi Giampaolino, «che prescinde da ogni considerazione relativa alla provenienza delle risorse e per questo applicabile anche nel caso in cui l'ente disponga di risorse aggiuntive derivanti da incrementi di entrata».

Le uniche eccezioni che le sezioni unite ammettono alla necessità di interpretare in modo non estensivo la disposizione del dl 78 riguardano come detto gli incentivi ai progettisti e agli avvocati interni. Si tratta infatti di risorse «correlate allo svolgimento di prestazioni professionali specialistiche offerte da personale qualificato in servizio presso la p.a.» che, se acquisite all'esterno, comporterebbero costi aggiuntivi per i bilanci degli enti. «Pertanto», chiariscono le sezioni unite, «in tali ipotesi dette risorse alimentano il fondo in senso solo figurativo dato che esse non sono poi destinate a finanziare gli incentivi spettanti alla generalità del personale dell'amministrazione pubblica».

I fondi derivanti dal recupero dell'Ici o dai contratti di sponsorizzazione, invece, non possono essere esclusi perché «potenzialmente destinabili alla generalità dei dipendenti».

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