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Rettifica Iva legittima sempre

del 11/10/2011
di: Pagina a cura di Debora Alberici
Rettifica Iva legittima sempre
La rettifica Iva è legittima anche senza ispezione della Guardia di finanza. Infatti nel caso di irreperibilità della contabilità (per incendio o furto) è il contribuente a dover ricostruire il giro di fatture con i fornitori. Lo ha sancito la Cassazione che, con sentenza 20580 del 7/10/2011, ha accolto il ricorso del fisco che aveva negato l'esistenza di costi e spiccato una rettifica Iva, nonostante fosse stato denunciato il furto della contabilità. La Ctp Napoli aveva accolto il ricorso, così pure la Ctr Campania. Ma l'Agenzia delle entrate ha presentato ricorso in Cassazione e lo ha vinto. L'onere di ricostruire la contabilità irreperibile grava sul contribuente. Non basta. La rettifica Iva non necessita della previa ispezione in azienda. Sono queste le due aperture fissate dai giudici in tema di accertamento fiscale. In particolare «qualora (...) l'Amministrazione finanziaria contesti al contribuente l'indebita detrazione dell'Iva pagata per l'acquisizione di beni o servizi, spetta al contribuente l'onere di provare la legittimità e la correttezza della detrazione mediante l'esibizione delle corrispondenti fatture annotate nell'apposito registro». Dunque quando questo non è in grado di dimostrare la fonte che giustifica la detrazione per aver denunciato un furto della contabilità, non spetta all'Amministrazione operare un esame incrociato dei dati contabili ma al contribuente attivarsi attraverso la ricostruzione del contenuto delle fatture eresse, con l'acquisizione - presso i fornitori - della copia delle medesime. Né la denuncia di furto è da sola sufficiente a dare prova dei fatti controversi. In un'altra occasione la sezione tributaria aveva stabilito che nel caso in cui il contribuente dimostri di trovarsi nell'incolpevole impossibilità di produrre le fatture e il registro, e di non essere neppure in grado di acquisire copia delle fatture presso i fornitori, «trova applicazione la regola generale prevista dall'art. 2724, c.c. secondo cui la perdita incolpevole del documento occorrente alla parte per attestare una circostanza a lei favorevole non costituisce motivo di esenzione dall'onere della prova, né trasferisce lo stesso a carico dell'Ufficio, ma autorizza soltanto il ricorso alla prova per testimoni o per presunzioni, in deroga ai limiti per essa stabiliti». La Cassazione ha chiarito che «quanto alla previa ispezione della contabilità del contribuente, l'ufficio finanziario può procedere alla rettifica indipendentemente da essa».
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