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In arrivo l'arbitrato Ue sul fisco

del 11/10/2011
di: di Simona D'Alessio
In arrivo l'arbitrato Ue sul fisco
In dirittura d'arrivo («a novembre») le comunicazioni su doppia imposizione internazionale e successione della Commissione europea che «conterranno i progetti che nel 2012-2013» si intende realizzare. E prevederanno nel primo caso «una direttiva per rendere operativo l'arbitrato, in applicazione dei redditi che hanno copertura nelle convenzioni bilaterali»; nel secondo «si farà il punto sulla giurisprudenza della corte di giustizia, individuando soluzioni per evitare che si sfoci in episodi eclatanti di una tassazione che arriva ad essere confiscatoria in caso di successione» laddove nel paese del soggetto interessato e in quello dove si trova il reddito, «quest'ultimo viene quasi totalmente tassato, giungendo all'80-90%». Ad annunciarlo a ItaliaOggi è stato ieri Franco Roccatagliata, principal administrator dell'organismo Ue, nel convegno che, nell'ambito del festival della diplomazia, è stato promosso dall'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Roma e dalla commissione parlamentare per l'anagrafe tributaria. Eliminare, o ridurre le doppie imposizioni (che nascono in presenza di relazioni economiche fra più stati e quando si sovrappongono presupposti di prelievo che derivano da leggi emanate da sovranità distinte), è una missione possibile, secondo il rappresentante di Bruxelles, grazie alla stipula di convenzioni fiscali che, «attraverso l'applicazione di sofisticate regole di priorità (tie-breaker rules, ndr)», possono sciogliere i casi di doppia residenza. Ma i punti oscuri restano. «Se è noto che la residenza fiscale è il presupposto affinché uno stato possa esercitare la propria potestà tributaria», ha osservato Gerardo Longobardi, presidente dell'Odcec di Roma, è altrettanto chiaro che «la mancanza di un'armonizzazione tra legislazioni di diversi stati può dar luogo a fenomeni di doppia residenza» e, quindi, di doppia imposizione cui cercano, appunto, di ovviare le convenzioni. Così, da un lato l'Ocse con la procedura amichevole e, dall'altro l'Ue con l'arbitrato, hanno scovato rimedi utili a imprese e amministrazioni fiscali; con lo stesso impegno, ha proseguito Longobardi, si combatte contro l'esterovestizione, ossia «la localizzazione fittizia della residenza fiscale di un soggetto, persona fisica o giuridica, allo scopo di ottenere un vantaggio fiscale indebito». Tuttavia, la procedura amichevole (art. 25 del modello Ocse), strumento di consultazione diretta fra amministrazioni per dirimere questioni impositive, a giudizio di Enrico Martino, direttore relazioni internazionali del dipartimento delle finanze del ministero dell'economia, ha riscontrato problemi fra cui «l'obbligo di diligenza, ma non di risultato»; l'arbitrato Ue, invece, «grazie all'obbligatorierà in tutti i 27 stati membri, ha un enorme sviluppo. Sta diventando un mezzo alternativo di contenzioso tributario» e porta a un risultato «tecnicamente certo per le imprese», ha aggiunto, mostrando le percentuali (vedi tabella) delle procedure pendenti e chiuse. E, mentre il governo lavora a un nuovo decreto sviluppo, per Maurizio Leo (Pdl) si potrebbe percorre un'altra strada, rispetto a quella, evocata in questi giorni, del condono: «L'accertamento con adesione di massa. Oggi gli uffici finanziari fanno accertamenti con adesioni individuali, ma come già si fece nel 1994, se l'amministrazione finanziaria fosse in grado di formulare proposte ai contribuenti per definire il rapporto, sia sul versante delle imposte dirette, sia su quello dell'Iva», potrebbero arrivare risorse, ha concluso il presidente della Commissione per l'anagrafe tributaria, «interessanti».
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