Consulenza o Preventivo Gratuito

La dichiarazione sostitutiva per i contributi a enti privati

del 08/10/2011
di: Antonio G. Paladino
La dichiarazione sostitutiva per i contributi a enti privati
La pubblica amministrazione che intende erogare un contributo ad enti privati, potrà accertare la sussistenza delle condizioni previste dall'art. 6, comma 2, del dl n. 78/2010, ove si prevede che la titolarità degli organi collegiali di chi riceve contributi a carico delle finanze pubbliche è onorifica, attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Inoltre, stante l'ampiezza e la genericità della disposizione richiamata, per organi collegiali devono intendersi anche gli organi di controllo. Lo ha messo nero su bianco la sezione regionale di controllo della Corte dei conti Campania, con il parere n. 336/2011 che ha fatto luce sulla portata delle disposizioni recate dall'articolo 6, comma 2, della manovra correttiva del 2010. In tale norma, si prevede che dal 31 maggio 2010, la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione degli enti che ricevono contributi a carico delle pubbliche finanze, è onorifica. Se previsti i gettoni di presenza, la norma rileva che questi non potranno superare l'importo di 30 euro a seduta. In caso di violazione, si determina la responsabilità erariale e la nullità degli atti adottati. La Provincia di Napoli richiedeva l'intervento della Corte, per conoscere quale fosse il mezzo più adatto per accertare l'adeguamento degli enti privati a quanto disposto dalla norma richiamata, prima di erogare, a favore degli stessi, contributi o utilità a carico delle casse dell'ente provinciale. La Corte campana ha rilevato che è necessario che la p.a. proceda preliminarmente alla verifica delle condizioni imposte dalla legge, prima di procedere alla corresponsione di contributi a carico dei propri bilanci. Il mezzo idoneo altro non è che la dichiarazione sostitutiva di atto notorio (ex artt. 38 e 47 del dpr n. 445/2000). In tale documento il legale rappresentante dell'ente dovrà attestare che la partecipazione agli organi collegiali dell'ente e la titolarità di detti organi, siano effettivamente onorifiche, con espresso richiamo alla consapevolezza delle sanzioni previste in caso di dichiarazione non veritiera o di falsità negli atti. Inoltre, ha concluso la Corte, in relazione alla locuzione «organi collegiali» contenuta nella disposizione in esame, l'ampiezza e la genericità di questa portano a non ravvisare distinzioni relativamente alla natura o alla composizione degli organi destinatari della norma. Ne consegue che in essa vanno ricompresi anche gli organi di controllo senza alcuna eccezione.

vota