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La confisca non ferma la verifica

del 08/10/2011
di: di Debora Alberici
La confisca non ferma la verifica
L'accertamento fiscale resta valido anche se il patrimonio sociale è stato interamente confiscato. Valido l'accertamento fiscale all'azienda, notificato al suo amministratore, anche nel caso in cui questa non possieda più nulla perché il patrimonio sociale è stato interamente confiscato.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 20583 del 7 ottobre 2011, ha accolto il ricorso del fisco. La vicenda riguarda il legale rappresentante di una sas al quale era stato notificato un recupero Iva per il 1996. L'uomo l'aveva impugnato sottolineando che essendo stati i beni della società sequestrati e quindi confiscati con provvedimento divenuto irrevocabile la notifica dell'avviso doveva ritenersi inesistente. La Ctp di Caserta aveva accolto la tesi della difesa annullando l'atto impositivo. La decisione è stata poi confermata dalla Ctr campana.

A questo punto l'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso alla Suprema corte e lo ha vinto. «È infatti corretto ritenere», si legge in sentenza, «che il sequestro e la confisca penale concernono il patrimonio della società e quindi non influiscono sulla esistenza della società stessa, e sulla sua capacità ad essere titolare di rapporti giuridici, tra cui quello in oggetto». Da questo deriva anche che il legale rappresentante della società rimane in carica, «con ritualità della avvenuta notificazione dell'avviso di accertamento».

Peraltro ove la società sia stata cancellata dal registro della imprese (fatto che peraltro non risulta acclarato in questo caso) la stessa sopravvive fino alla estinzione dei rapporti giuridici pendenti, e della contestazioni giudiziali, secondo la normativa civilistica vigente «ratione temporis» ed in ogni caso rimane la responsabilità dei soci illimitatamente responsabili. Ma il sipario sulla vicenda non si è chiuso ieri. Infatti i giudici del Palazzaccio hanno accolto con rinvio il gravame presentato dall'Agenzia delle Entrate. Ora gli atti torneranno in Campania, dove la Ctr, in diversa composizione dovrà riconsiderare tutta la vicenda, tenendo presente delle indicazioni ricevute dai giudici di legittimità.

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