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Garanzia anche per i depositi Iva

del 08/10/2011
di: Roberto Rosati
Garanzia anche per i depositi Iva
Anche gli operatori non residenti che importano in sospensione d'imposta beni da introdurre in un deposito Iva sono tenuti a prestare la garanzia. Lo ha precisato l'Agenzia delle dogane con la nota prot. 11388 del 5/10/2011, che fornisce ulteriori chiarimenti sulle novità introdotte dal dl 70/2011, integrando le prime istruzioni impartite con la nota del 7/9/2011.

Preliminarmente, l'amministrazione richiama l'attenzione sulle ulteriori modifiche introdotte, in materia, dalla legge n. 148/2011, volte a stabilire che l'estrazione dei beni dal regime di deposito è consentita ai soggetti passivi iscritti alla Cciaa da almeno un anno, che dimostrino una effettiva operatività e attestino la regolarità dei versamenti Iva, con le modalità definite con provvedimento dell'agenzia delle entrate. Nella nota si osserva che, fino all'emanazione di tale provvedimento attuativo, le nuove disposizioni non trovano applicazione.

Venendo al dl 70/2011, che ha, tra l'altro, codificato l'obbligo di garantire ogni operazione di introduzione in un deposito Iva di beni immessi in libera pratica provenienti da paesi extra Ue con sospensione del pagamento dell'imposta, l'agenzia ricorda che, secondo i principi generali, la garanzia può essere prestata dall'importatore, dal dichiarante o da un terzo, e che il nuovo obbligo sostituisce quello, analogo, previsto dalla nota dell'amministrazione doganale n. 1241 del 3/4/1997.

In proposito, la nota chiarisce che la prestazione della garanzia è necessaria anche nel caso in cui l'immissione in libera pratica, con introduzione in deposito Iva della merce, venga effettuata da un soggetto non residente, identificato ai fini Iva in Italia direttamente ai sensi dell'art. 35-ter del dpr 633/72, oppure mediante rappresentante fiscale di cui all'art. 17

In merito alle ipotesi di esonero dall'obbligo della garanzia, che riguardano i soggetti in possesso dello status di operatore economico autorizzato (AEO) e quelli ritenuti affidabili ai sensi dell'art. 90 del dpr n. 43/1973, l'agenzia chiarisce che la ricorrenza di tali presupposti deve essere indicata nella dichiarazione doganale. L'esonero potrà essere riconosciuto anche al soggetto non residente identificato ai fini Iva che sia titolare di certificazione AEO rilasciata da altro stato membro, ovvero che sia esonerato ai sensi del citato art. 90.

La nota ricorda poi che, all'atto dell'estrazione dei beni dal deposito, il soggetto che vi provvede dovrà in ogni caso (e dunque anche qualora non abbia prestato garanzia perché esonerato) adempiere alle comunicazioni previste dall'art. 50-bis, comma 6, dl 331/93, trasmettendo all'ufficio doganale:

- copia dell'autofattura, o, in caso di esportazione o di cessione intracomunitaria, copia della fattura integrata con gli estremi della registrazione oppure corredata da copia del registro Iva in cui la fattura risulta annotata;

- dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, con allegata copia di un documento di identità, attestante la conformità all'originale e l'effettiva registrazione nei libri contabili dell'autofattura o della fattura.

La documentazione potrà essere consegnata a mano, oppure inviata tramite Pec, ovvero con altra modalità previamente concordata con l'ufficio.

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