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Il forfettino rilancia la partita Iva

del 08/10/2011
di: di Valerio Stroppa
Il forfettino rilancia la partita Iva
Il «forfettino» del 5% per l'imprenditoria giovanile rilancia la nascita delle partite Iva. In un quadro complessivo che ha visto nei primi otto mesi dell'anno un calo del numero complessivo delle aperture (-3,7% rispetto all'omologo periodo del 2010), nel solo mese di agosto hanno visto la luce 6.800 nuove partite Iva attribuite a persone fisiche under-35. L'incremento rispetto allo scorso anno è del 7% ed è spiegabile anche, se non prevalentemente, con l'introduzione del regime fiscale di vantaggio per i giovani introdotto dalla manovra correttiva (articolo 27 del dl n. 98/2011). Nel nuovo regime dei minimi, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2012, il limite temporale dei cinque anni di durata non si applica infatti fino al compimento dei 35 anni. È quanto emerge dalla lettura dei dati resi noti ieri dal Dipartimento delle finanze, che ha inaugurato sul proprio sito internet l'Osservatorio sulle partite Iva. La banca dati fornisce informazioni fiscali e statistiche basate sull'elaborazione tempestiva dei dati dell'Anagrafe tributaria relativi ad imprese e professionisti.

I numeri comunicati dal Df evidenziano che, nei primi due quadrimestri del 2011, solo nei mesi di aprile, maggio e agosto le nuove aperture hanno superato quelle registrate nei rispettivi mesi del 2010. In tutti gli altri mesi, si è registrato un andamento negativo. In totale, le circa 390 mila partite Iva avviate tra gennaio ed agosto fanno segnare un calo del 3,7% sull'anno precedente.

Diminuzione che si riflette su tutti i settori dell'economia, tranne uno: quello dei servizi di alloggio e ristorazione, unico comparto con un numero di aperture (circa 29 mila) in aumento rispetto al medesimo periodo del 2010 (+1%).Le persone fisiche fanno segnare il 74% delle nuove aperture. Tra queste, circa il 65% è riconducibile a soggetti di sesso maschile e il restante 35% a donne. Ma il dato più interessante, come detto, è che circa la metà delle nuove partite Iva appartiene a giovani fino a 35 anni, con una vera e propria impennata nel mese di agosto (6.825 casi), ossia subito dopo l'introduzione del nuovo regime di favore. Nello stesso mese di agosto 2011, l'ultimo a essere censito nell'Osservatorio delle Finanze, 4.656 partite Iva sono state richieste da soggetti di età compresa tra 36 e 50 anni, 1.748 da soggetti tra 51 e 65 anni e 463 da persone fisiche con più di 66 anni. Il database, raggiungibile dal sito www.finanze.it., conta al momento quattro tipologie di suddivisioni delle partite Iva: attività economica, natura giuridica, ripartizione territoriale, nonché, per le sole persone fisiche, età e sesso del titolare. Successivamente, spiega il Dipartimento in una nota, «sarà possibile sviluppare e diffondere anche informazioni relative alle chiusure ed a saldo tra aperture e chiusure di partite Iva». E proprio su quest'ultimo punto è verosimile che nei prossimi mesi il numero delle partite Iva cessate aumenti in maniera rilevante, per effetto della campagna di chiusura di quelle inattive stabilita dallo stesso dl n. 98/2011 e conclusasi pochi giorni fa (si veda ItaliaOggi del 4 ottobre 2011). Chi non si è avvalso della sanatoria rischia, per l'omissione della dichiarazione di cessazione, la sanzione edittale fino a un massimo di 2.065 euro. L'aggiornamento dell'Osservatorio del Df sarà mensile: le informazioni saranno pubblicate nella prima decade del secondo mese successivo a quello cui si riferiscono. I dati inerenti a settembre 2011, quindi, verranno caricati entro il 10 novembre prossimo. Sempre in tema di partite Iva, sono disponibili le informazioni relative sia alle dichiarazioni fiscali (Iva, Irap, Ires e Irpef) sia agli studi di settore.

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