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Un archivio per le verifiche 2011

del 07/10/2011
di: di Cristina Bartelli e Andrea Bongi
Un archivio per le verifiche 2011
L'archivio rapporti al servizio degli accertamenti 2011. La macchina da guerra dell'Agenzia delle entrate, dove sono censiti oltre 500 mln di rapporti finanziari, è già pronta per essere utilizzata con i dati attuali in suo possesso per le verifiche. E anche se l'ipotesi potrebbe restare di scuola per via dei tempi tecnici sulla carta c'è tutto il potenziale. Tanto che in questi giorni l'intelligence di via Cristoforo Colombo ha più metodologie di intervento sul piatto. In particolare su come utilizzare e analizzare i dati. Da un lato infatti l'informazione nella pancia dell'archivio può essere utilizzata come un plus alla verifica, ad esempio con il redditometro si può aggiungere alle già ricche informazioni sulla capacità di ricchezza quelle relative all'esistenza di conti e rapporti finanziari mentre la seconda strada è quella di utilizzare l'archivio nella fase di costruzione dell'atto di accertamento. E le due metodologie non sono una elisione dell'altra ma potrebbero anche coesistere. Per l'utilizzo già dal 2011 è la manovra che ha ampliato l'uso delle indagini finanziarie a dare mano libera agli 007 fiscali che hanno una opzione in più dunque anche se il calendario della programmazione 2011 è già ben avviato e restano pochi mesi. Al momento si sta ragionando nel definire i dettagli del funzionamento, se ad esempio l'opzione può esercitarla direttamente l'ufficio o comunque l'input e il via libera debbano arrivare dalla sede centrale. In questo secondo caso i dati estrapolabili dall'archivio dei rapporti finanziari verrebbero utilizzati per la creazione di vere e proprie liste selettive basate su di un nuovo indicatore del rischio di evasione: il numero dei rapporti finanziari e patrimoniali in essere. Dato quest'ultimo che verrebbe a sua volta confrontato con i livelli e la tipologia di redditi dichiarati dal contribuente estrapolandone così l'indicatore del rischio di evasione.

In altre parole un contribuente potrebbe essere ritenuto fiscalmente pericoloso per il semplice fatto di essere intestatario di più rapporti patrimoniali e finanziari censiti nell'anagrafe dei conti.

Come tutte le analisi del rischio di evasione sarà fondamentale un utilizzo ponderato e discreto dei dati contenuti nell'anagrafe dei conti correnti. In particolare l'elemento fondamentale sarà costituito dalla costruzione dell'indice di rischiosità fiscale stesso. In altre parole finirà per risultare decisivo il rapporto posto a base fra numero e qualità di rapporti finanziari e patrimoniali intestati o riferibili al contribuente e rischio evasione. Se il rischio evasione dovesse essere commisurato unicamente al semplice dato numerico dei rapporti intrattenuti, magari posti a confronto con la capacità reddituale del contribuente, sarebbero molte le problematiche che ne potrebbero scaturire.

Occorre quindi che la costruzione delle liste selettive si basi non solo sulla quantità dei rapporti, dei quali una parte potrebbe anche non essere di fatto nella disponibilità dello stesso contribuente, ma anche sulla qualità degli stessi.

Ciò premesso non vi è dubbio che la modifica normativa introdotta dall'articolo 2, comma 36-undevicies del dl 138/2011 attribuisca nuovi e penetranti poteri all'Agenzia delle entrate in ordine all'utilizzo in chiave preventiva dei dati contenuti nell'anagrafe dei conti. La norma consente infatti un nuovo utilizzo dei dati dell'anagrafe dei conti correnti e soprattutto la possibilità di elaborare gli stessi al fine di formare specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo. Da notare che la norma sopra richiamata deroga espressamente agli originari contenuti dell'articolo 7, comma 11, del dpr n. 605/73 (anagrafe tributaria) ai sensi del quale l'utilizzo dei dati relativi all'anagrafe dei conti bancari era consentita solo durante le attività di accertamento e per le attività connesse alla riscossione tramite ruolo. La manovra di Ferragosto apre dunque nuovi scenari anche in tema di utilizzo dei dati relativi ai rapporti bancari e finanziari dei contribuenti italiani. Come sempre a fronte di nuovi e penetranti poteri a favore del fisco occorrono giuste contromisure a tutela dei contribuenti.

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