Consulenza o Preventivo Gratuito

Cisal: stop agli interventi tampone

del 06/10/2011
di: La Redazione
Cisal: stop agli interventi tampone
«Bisogna muoversi con cautela. È facile invocare la patrimoniale come uno dei toccasana per salvare la situazione specie per chi i propri patrimoni li ha portati in zone non raggiungibili dal fisco italiano oppure è in grado di pagare agevolmente la tassa. Mentre è estremamente penalizzante per chi ha lottato una vita per acquistare una casa, in un mercato immobiliare selvaggio e dopato, come quello delle grandi città e magari sta pagando mutui salati». Così il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, commenta l'attuale situazione italiana.

Domanda. Quindi la Cisal è contraria alla patrimoniale?

Risposta. La patrimoniale, anche se adottata per così dire in via di urgenza, non può essere avulsa da una profondissima riforma del sistema fiscale ormai inderogabile, della quale non si ha traccia concreta, e quello che temiamo, è che si voglia continuare a mantenere in piedi il sistema attuale palesemente iniquo e fortemente orientato a favorire l'evasione e l'elusione fiscale e contributiva. Quindi, non siamo contrari in assoluto alla patrimoniale, ma questa non può diventare ulteriore strumento di sperequazione a carico dei soliti noti, anche considerando gli effetti di una inevitabile ricaduta sul mercato affitti.

D. Ma dopo gli interventi adottati sinora per fronteggiare la crisi, ritiene che ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e più in generale alle famiglie si possa no chiedere ulteriori sacrifici?

R. Non si può pensare che i costi di questa crisi siano pagati solo dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Infatti, i recenti interventi a loro carico tanto onerosi hanno un deciso sapore recessivo. I costi della politica non sono stati intaccati e altri interventi strutturali sono molto eterei. No, non si può più chiedere nulla ai lavoratori, sia pubblici che privati e tantomeno ai pensionati, anzi il problema è quello di trovare il modo di risarcirli e dar loro nuove agibilità. E su questo aspetto penso che la politica si debba interrogare seriamente.

D. Quindi, secondo la Cisal non ci deve essere nessun altro intervento sul sistema previdenziale?

R. Decisamente no! Non si può continuare a chiedere senza dare un minimo di speranza che le cose possano cambiare in meglio. Finora sono i pubblici dipendenti, i pensionati, i pensionandi, i lavoratori in genere e le famiglie a dover sopportare gli oneri di tutto, con la prospettiva che i provvedimenti adottati nei loro confronti diventino, quelli sì, strutturali, ma solo quelli. Quindi, interventi sì, ma nuovi e volti a instaurare un nuovo quadro normativo di riforme profonde del sistema fiscale e previdenziale.

R. Dunque la Cisal pensa a uno stato di agitazione?

D. C'è già molta agitazione in giro. In realtà noi non ci siamo mai sentiti «tranquilli» e questa cosa l'abbiamo rappresentata sovente, ma abbiamo la piena convinzione che lo stato delle cose non sia assolutamente più tollerabile e che bisogna cambiare rotta decisamente. È su questo fronte che la Confederazione intende svolgere la propria azione. Occorre restituire ai lavoratori, alle famiglie, ai pensionati, certezze e fiducia nel futuro, per far ripartire il paese. Il quadro attuale di continui interventi tampone, sempre a carico dei soliti noti, non sembra destinato a cambiare. Su questo versante, invece, noi riteniamo che si debba agire con forza e decisione e faremo tutto ciò che è utile per conseguire quei risultati.

vota