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Italia paese di pirati informatici

del 06/10/2011
di: Filippo Grossi
Italia paese di pirati informatici
Italia, paese di santi, poeti, navigatori. E pirati. Per la precisione di «pirati web». Il 49% della pirateria in Italia è infatti legata a internet e ai software, mentre in tutta Europa il dato si attesta al 34% e negli Stati Uniti scende al 21%.

A fornire questo quadro del problema della pirateria web nel nostro paese è Matteo Mille, direttore di Microsoft Italia, intervenuto ieri al convegno organizzato dall'Accademia della Guardia di finanza di Bergamo dal titolo «Pirateria e contraffazione: strategie di contrasto e potenzialità degli organi di law enforcement», durante il quale ha affermato che «soltanto la Grecia ci supera in questa speciale classifica con il 58% della pirateria software, a testimonianza che il problema è sentito fortemente non solo in Italia ma la situazione italiana è ormai diventata molto urgente». A conferma dei dati elevati sulla pirateria web, anche la segnalazione giunta da Frances Moore, ceo dell'Ifpi (International federation of the phonography industry), che nel corso del suo intervento ha evidenziato che «il 95% della musica scaricata dal web è illegale e si calcola che in tutto il mondo soltanto un brano su 20 viene scaricato in modo legale». Insomma, la pirateria avanza in modo preoccupante e l'Italia è ai primi posti di questo fenomeno illegale. «La pirateria e la contraffazione rappresentano oggi uno dei principali problemi economici dell'Italia», ha spiegato a ItaliaOggi il Comandante dell'Accademia della Guardia di finanza di Bergamo, Rosario Lorusso, «e nella lotta a questi fenomeni la Guardia di finanza è in prima linea con il sequestro ogni anno di più di 100 mln di pezzi contraffatti e negli ultimi tre anni con il sequestro anche di 42 siti web illegali, oltre ad aver partecipato in modo attivo all'oscuramento di un sito internet «pirata» allocato su una piattaforma svedese (www.thepiratebay.com) in collaborazione con l'azione della procura di Bergamo e in particolare del sostituto procuratore Giancarlo Mancusi che si è occupato del caso in prima persona». «La pirateria web ha determinato nel 2010 la riduzione di quasi un terzo del valore dell'intera industria della musica registrata», ha proseguito il comandante Lorusso, «e si prevede che questo causerà la perdita di molti posti di lavoro fino a toccare entro il 2015 la quota di 1,2 milioni di posti di lavoro in meno nelle industrie creative europee con un danno enorme all'economia nazionale e transnazionale. È fondamentale perciò una lotta serrata a partire dallo schema di regolamento dell'Agcom che mira a reprimere il fenomeno della pirateria».

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