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Ordini, 15 giorni per la riforma

del 05/10/2011
di: di Benedetta Pacelli
Ordini, 15 giorni per la riforma
Quindici giorni di tempo agli ordini per scrivere la riforma delle professioni. È questo in sostanza il compito che il sottosegretario alla giustizia Maria Alberta Casellati ha affidato alle categorie professionali al termine del confronto avvenuto ieri presso la sala dedicata al giudice Livantino tra i rappresentanti degli ordini e il numero due di Via Arenula. Due settimane, dunque, entro le quali le categorie dovranno mettere nero su bianco, ancora una volta dopo averlo già fatto circa un anno fa su mandato dell'ex ministro della giustizia Angelino Alfano, proposte concrete per recepire i principi ispiratori della manovra bis. Nell'incontro definito da tutti solamente interlocutorio, infatti, il punto di partenza è stato l'articolo 3 della manovra finanziaria che ha previsto «misure abroganti le indebite restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni» e in particolare ha dettato «una serie di criteri cui dovrebbero uniformarsi le discipline dei diversi ordini professionali». Ma come saranno tradotti poi questi principi? Diverse le strade ipotizzate durante il confronto: una legge quadro di principi valida per tutte le professioni liberali così come aveva annunciato Alfano per poi declinare da questa gli interventi di adeguamento delle regole delle singole professioni. In alternativa mettere a punto proposte di legge ad hoc per ogni categoria predisposta dai singoli ordini e collegi che dovrà poi avere l'avallo del ministero della giustizia. Una cosa è certa, tutto il lavoro fatto dal Parlamento in questi anni non sarà raso al suolo ma ha spiegato la Casellati diventerà «l'apripista dei nuovi provvedimenti».

Si parlerà quindi di formazione continua e della previsione dell'obbligo per il professionista di seguire percorsi ad hoc predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali, di tirocinio professionale effettuato sulla base di criteri che garantiscano l'effettivo svolgimento dell'attività formativa e di compenso professionale. Tra i temi oggetto di riforma poi l' assicurazione professionale che il professionista è tenuto a stipulare per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività, fino alla pubblicità informativa al fine di garantire che le informazioni siano trasparenti, veritiere, corrette e non equivoche, ingannevoli, denigratorie. Tutti i presidenti poi hanno spinto affinché nella proposta di riforma venga inserita la norme per costituire le società tra i professionisti.

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