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Un arsenale di dati per il fisco

del 05/10/2011
di: da Bari Valerio Stroppa
Un arsenale di dati per il fisco
A seguito degli interventi normativi dell'ultimo triennio, il fisco italiano dispone di un arsenale di strumenti «impressionante». Oltre 50, un numero che trova pochi eguali a livello internazionale. «Poteri certamente forti, che vanno utilizzati con giudizio e senza eccessi nel portare avanti il nostro impegno civile di lotta all'evasione». Ad affermarlo è Luigi Magistro, direttore centrale dell'accertamento dell'Agenzia delle entrate, intervenuto ieri in un convegno organizzato dalla Direzione regionale Puglia, dal Cndcec e dall'Odcec barese. «Con il dl n. 138/2011 si è chiuso un cerchio, un percorso iniziato con il dl n. 112/2008 che ha messo a disposizione dell'amministrazione finanziaria una serie oserei dire impressionante di strumenti», spiega Magistro. Le metodologie per individuare il risk rating di ciascuno sono così avanzate, anche tecnologicamente, che «andare a pescare nel mucchio soggetti che magari si sono sempre comportati correttamente rappresenta per noi la più grande sconfitta». Davanti a una platea che vedeva la partecipazione di centinaia di commercialisti, il responsabile della Dc Accertamento ha passato in rassegna i principali interventi, a cominciare dalla sospensione dall'albo dei professionisti «pizzicati» ripetutamente a non emettere fattura. «Personalmente non credo che questo tipo di misura porterà grandi risultati», osserva Magistro, «sarebbe forse più efficace introdurre dei minimi edittali pecuniari oppure far scattare la sospensione, magari più breve, ma già alla seconda violazione». Il responsabile dell'attività di accertamento di via Cristoforo Colombo analizza anche le misure in materia di studi di settore: «fino ad oggi troppi contribuenti hanno usufruito indebitamente del riparo dall'accertamento induttivo, truccando i conti. Dai controlli svolti su tutto il territorio è emerso per esempio che un elevato numero di soggetti sottoposti agli studi spostavano in maniera artificiosa i costi residuali». Considerazioni analoghe per le indagini su conti correnti e affini. «Nel database dell'Anagrafe tributaria sono censiti oltre 500 milioni di rapporti finanziari», chiosa Magistro, «e alcune persone fisiche risultano intestatarie di decine e decine di rapporti. Presto questi soggetti dovranno spiegare al fisco il perché».

Spazio pure alle modifiche alla disciplina dei reati tributari prevista dal dlgs n. 74/2000. Per effetto dell'abbassamento della soglia di punibilità dell'infedele dichiarazione (50 mila euro circa di imposta evasa), «non sarà più sufficiente essere ufficialmente nullatenenti per dormire sonni tranquilli alla faccia del fisco. Chi occulta redditi per 100 mila euro rischierà di doversela vedere anche con il pm», conclude Magistro.

Nel corso del convegno Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze, ha mostrato gli effetti sulla finanza pubblica dei dl n. 98 e 138/2011, spiegando come l'Italia potrà raggiungere prima il pareggio di bilancio e poi il surplus rispettivamente nel 2013 e nel 2014, pur con una crescita più bassa delle attese. Maurizio Leo, presidente della commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria, relativamente alla stretta sulle società di comodo evidenzia come «è necessario che gli uffici si mostrino comprensivi in sede di interpello con quelle aziende che risultano in perdita sistemica negli ultimi tre anni esclusivamente a causa della crisi». Inoltre, Leo propone la possibilità di uno scioglimento agevolato delle società non operative, «tramite l'assegnazione dei beni ai soci, con pagamento di un'imposta sostitutiva. Una soluzione che consentirebbe di fare piazza pulita di alcune situazioni poco chiare e allo stesso tempo di creare gettito per l'erario». Indicazioni operative sulle limitazioni all'uso del contante sono giunte da Paolo Moretti, consigliere Cndcec, che ricorda ai professionisti come «in caso di operazione sospetta ai fini antiriciclaggio, la segnalazione all'Uif assorbe anche l'onere di comunicare entro 30 giorni al Mef la violazione della soglia dei 2.500 euro». Presente ai lavori anche Aldo Polito, direttore regionale delle Entrate della Puglia, che annuncia un «imminente avvio di una collaborazione con i professionisti sia sulle nuove tecnologie sia sulla formazione».

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