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No alla sanatoria totale

del 05/10/2011
di: di Dario Ferrara
No alla sanatoria totale
No al termine triennale per chi chiede la restituzione dell'oblazione che risulta versata in eccedenza di fronte all'abuso edilizio sanato soltanto in parte dal condono. Sottrarre l'istanza all'ordinaria prescrizione decennale equivarrebbe infatti ad autorizzare un'inammissibile integrazione di una norma di legge a valenza speciale, in quanto derogatoria del principio generale di cui all'articolo 2496 Cc. È quanto emerge dalla sentenza 5417/11 della quarta sezione del Consiglio di Stato.

Interpretazione errata. Accolto il ricorso del privato cui la domanda dell'immobile è stata parzialmente rigettata: dovrà essere rimborsato dell'equivalente di 17 mln di vecchie lire, più interessi. Ha ragione l'autore dell'abuso: il termine breve di prescrizione previsto dall'articolo 39 della legge 47/1985 si riferisce ai meri errori di calcolo, ma non anche all'oblazione versata senza titolo. Per quest'ultima non è previsto alcun termine breve di prescrizione del diritto al rimborso, ma soltanto la possibilità di rinunziarvi, nel caso che l'interessato intenda avvalersi dell'oblazione per estinguere il reato o ridurre la sanzione amministrativa. Facoltà che, nella specie, non risulta esercitata. Il codice civile, d'altronde, è chiarissimo: «I diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni», eccetto «i casi in cui la legge dispone diversamente». Sbaglia il Tar nell'interpretare l'articolo 35 della legge 47/1985: la norma speciale rende immediatamente palese che l'intenzione del legislatore è rivolta unicamente a disciplinare il particolare caso individuato in modo specifico dalla disposizione: si tratta dell'ipotesi del silenzio-assenso formatosi sulla domanda di sanatoria una volta che l'interessato abbia provveduto «al pagamento di tutte le somme eventualmente dovute a conguaglio» e all'accatastamento del manufatto. E sempre che non ricorrano le eccezioni previste.

Innovazione del rapporto. Con il rigetto, sia pure parziale, della domanda di condono si chiude il rapporto fra l'amministrazione e l'interessato ed è quindi escluso che in capo all'una residui un potere autoritativo nei confronti dell'altro. Con l'istanza di restituzione della quota dell'oblazione nasce fra le parti un rapporto che è del tutto nuovo ed è di credito-debito: il privato e l'amministrazione si trovano ora in una situazione paritaria con la notevole conseguenza che è necessario applicare il termine di prescrizione decennale a partire dalla data del provvedimento di rigetto, per quanto parziale, della domanda di condono.

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