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Piccola rivoluzione per il regime dei minimi

del 04/10/2011
di: Federico Gavioli
Piccola rivoluzione per il regime dei minimi
La manovra correttiva veicolata nel dl n. 98/2011, convertito con modifiche in legge n. 111 del 15 luglio 2011, tra le molte novità che prevede in materia fiscale, dispone all'articolo 27 l'introduzione di un nuovo regime per i contribuenti cosiddetti «minimi», che rappresenta certamente un'importante agevolazione fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile (ma non solo) e per i lavoratori in mobilità. La versione definitiva in legge n. 111/2011 ha introdotto alcune modifiche rispetto alla versione iniziale, lasciando inalterati i requisiti in più per accedervi, come quello che vincola il contribuente ad adottare il regime per un periodo massimo di cinque anni di utilizzo, a partire dall'anno in cui è iniziata l'attività.

Occorre ricordare, infatti, che la norma definitiva introdotta dal legislatore è rubricata nell'articolo che richiama espressamente l'imprenditoria giovanile ma è diretta a tutti i contribuenti; il dubbio, sollevato tra gli operatori del settore, è relativo al fatto che la versione iniziale della bozza poneva il limite di 35 anni per accedere al nuovo regime; il decreto legge l'aveva eliminato e infine la versione definitiva della legge approdata in Gazzetta Ufficiale introduce una «deroga» al nuovo regime agevolativo, ma solo per i soggetti che hanno meno di 35 anni; in pratica, per questi ultimi soggetti il regime potrà avere una durata maggiore di cinque anni e più precisamente fino al compimento del trentacinquesimo anno di età. Il legislatore ritiene che l'introduzione di questa nuova forma agevolativa di tassazione favorisca la costituzione di nuove imprese da parte di giovani ovvero di coloro che perdono il lavoro.

Al fine di favorire la costituzione di nuove imprese è tuttavia previsto che alcuni regimi forfettari siano soppressi a partire dal 1° gennaio 2012; trattasi in particolare del regime dei minimi con applicazione dell'imposta sostitutiva del 20% di cui all'articolo 1, co. 96-117 della legge n. 244/07 (Finanziaria 2008). Tale regime ha avuto un buon successo tra i contribuenti in quanto consente per chi ha determinati requisiti una serie di agevolazioni di rilevante importanza come il fatto che l'imposta forfait del 20% è sostitutiva oltre ai redditi anche delle addizionali comunali e regionali, con un rilevante risparmio di imposta per chi vi aderisce. Sono previste, inoltre, anche semplificazioni fiscali come: l'esonero dagli adempimenti Iva quali i versamenti, le dichiarazioni, le comunicazioni e la tenuta e conservazione dei registri; viene meno l'obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili; il contribuente è escluso dall'applicazione degli studi di settore ed è esente dal pagamento dell'Irap.

Il nuovo regime dei minimi si applica dal periodo di imposta in cui è iniziata l'attività e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche:

1) che intraprendono un'attività di impresa, arte o professione;

2) che l'hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007.

Con l'introduzione del nuovo regime dei minimi l'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionale e comunali e dell'Irap è ridotta al 5%; in pratica l'imposta sostitutiva dal 20% scende al 5%.

Chi può beneficiare del nuovo regime. La possibilità di usufruire del nuovo regime dei minimi contenuto nell'articolo 27 del dl n. 98/2011, è consentito a condizione che:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività, l'attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;

b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;

c) qualora venga proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non deve essere superiore a 30 mila euro.

Il regime, come anticipato nel paragrafo precedente e per effetto delle modifiche apportata in sede di conversione in legge, è applicabile «anche oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello di inizio dell'attività ma non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età».

La norma per come scritta non è molto chiara; in sintesi le agevolazioni valgono per il primo anno e per i successivi quattro per un periodo complessivo, di conseguenza, di cinque anni. A questo limite è stata introdotta una deroga nella conversione in legge: il legislatore consente per una determinata categoria di contribuenti di rimanere nel nuovo regime dei minimi oltre i cinque anni fino al compimento del trentacinquesimo anno di età. In pratica se un contribuente ha iniziato l'attività nel 2009 ha diritto alle agevolazioni fino al 2013; per converso se nel 2009 il contribuente aveva, per esempio, 25 anni di età, potrà restare nel nuovo regime dei minimi fino al 2019, fermo restando che conservi tutti gli altri requisiti richiesti.

Se un contribuente con 25 anni di età inizia l'attività nel 2012, con i requisiti richiesti dalla normativa, potrà restare nei minimi fino al 2022, con un notevole risparmio di imposta.

Il regime transitorio per chi non ha i requisiti: i cd. ex-minimi

I contribuenti che già beneficiano dell'attuale regime dei minimi previsto dalla Finanziaria 2008, ma che per effetto delle novità introdotte con la manovra correttiva contenuta nel dl n. 98/11 non possono beneficiare del regime semplificato per i contribuenti minimi ovvero ne fuoriescono, possono godere di un regime super-semplificato fermi restando l'obbligo di conservare, ai sensi dell'articolo 22 del dpr n. 600/73, i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi; sono, inoltre, esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'Iva previsti dal dpr n. 100/98. In pratica per questi soggetti si applicano tutte le disposizioni contenute nel dpr n. 917/86: il reddito è determinato secondo le regole ordinarie del Tuir ed è assoggettato a Irpef senza nessuna deroga; l'imposta sul valore aggiunto è calcolata secondo le regole ordinarie e si applicano gli studi di settore. Per converso rimane esente il pagamento dell'Irap.

La fuoriuscita dal regime degli ex-minimi per la perdita di uno dei requisiti previsti dall'articolo 1, della legge n. 244/2007, ha effetto dall'anno successivo.

È possibile per gli ex-minimi optare per l'applicazione del regime contabile ordinario. L'opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata. L'esclusione da Irap rimane anche in caso di opzione per il regime ordinario.

Considerazioni. La norma introdotta dal legislatore è sicuramente di interesse per molte categorie di contribuenti tra i quali possiamo trovare anche gli agenti e i rappresentati di commercio che possiedono i requisiti previsti; va tuttavia osservato che l'Agenzia delle entrate dovrà chiarire molti aspetti che presentano dubbi applicativi di non poco conto. Il regime degli ex-minimi presenta aspetti pochi chiari ed è di difficile applicazione; allo stato attuale appare più logico sostenere che per gli ex-minimi l'opzione per la tassazione ordinaria dei redditi diventerà l'unica soluzione per evitare problemi futuri con l'amministrazione finanziaria.

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