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Doppia infrazione, doppia sanzione

del 04/10/2011
di: di Debora Alberici
Doppia infrazione, doppia sanzione
L'automobilista che passa due volte col rosso nello stesso tratto stradale paga due multe. Non sussiste continuazione o cumulo giuridico tra sanzioni in caso di concorso materiale. Cioè in caso di violazioni commesse con più azioni od omissioni. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 20222 del 3 ottobre 2011, ha accolto il ricorso della Prefettura di Trieste presentato contro la decisione del giudice di pace che aveva accordato a un'automobilista, passata due volte col semaforo rosso, la continuazione. La donna non era stata condannata a pagare due multe ma una maggiorata. Contro questa decisione, la Prefettura ha presentato ricorso in Cassazione e lo ha vinto. Ad avviso della seconda sezione civile «in tema di sanzioni amministrative, la norma di cui all'art. 8 della legge n. 689 del 1981, nel prevedere l'applicabilità dell'istituto del cosiddetto cumulo giuridico tra sanzioni nella sola ipotesi di concorso formale (omogeneo o eterogeneo) tra le violazioni contestate - per le sole ipotesi, cioè, di violazioni plurime, ma commesse con un'unica azione od omissione - non è legittimamente invocabile con riferimento alla diversa ipotesi di concorso materiale - di concorso, cioè, tra violazioni commesse con più azioni od omissioni». A questo caso non è neppure applicabile in via analogica la norma dettata dall'articolo 81 del codice penale, in tema di continuazione fra reati, sia perché il citato art. 8 della legge 689/81 prevede espressamente tale possibilità soltanto per le violazioni in materia di previdenza ed assistenza (con conseguente evidenza dell'intento del legislatore di non estendere la disciplina del cumulo giuridico agli altri illeciti amministrativi), sia perchè la differenza morfologica tra illecito penale ed illecito amministrativo non consente che, attraverso un procedimento di integrazione analogica, le norme di favore previste in materia penale vengano tout court estese alla materia degli illeciti amministrativi». Ora la causa tornerà al giudice di pace di Trieste.

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