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Finale di partita per l'Iva inattiva

del 04/10/2011
di: di Franco Ricca
Finale di partita per l'Iva inattiva
Chiusura agevolata delle partite Iva inattive al traguardo. Scade oggi il termine per avvalersi delle disposizioni del dl 98/2011, che prevedono una procedura semplificata per estinguere le violazioni derivanti dalla mancata comunicazione della cessata attività ai fini Iva. Ancora nella giornata di oggi, pertanto, è possibile accedere alla procedura, che comporta soltanto il versamento di 129 euro con il modello F24 «parlante». In base al comma 23 dell'art. 23 del dl 98/2011, i titolari di partita Iva che, sebbene obbligati, non abbiano tempestivamente presentato la dichiarazione di cessazione dell'attività di cui all'art. 35 del dpr 633/72, possono sanare tale violazione versando, entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto (termine che, come si è detto, cade oggi, 4 ottobre 2011), l'importo pari alla sanzione minima prevista dall'art. 5, comma 6, primo periodo, del dlgs. 471/97 ridotta a un quarto, ossia 129 euro. La disposizione non si applica qualora la violazione sia già stata constatata con atto portato a conoscenza del contribuente. Per avvalersi delle disposizioni speciali, occorre effettuare il versamento di 129 euro utilizzando il modello «F24- versamenti con dati identificativi», compilando la delega con i seguenti dati particolari: contribuente: i dati anagrafici e codice fiscale del versante; sezione erario: nel campo «tipo» la lettera «R», nel campo elementi identificativi la partita Iva da cessare, nel campo codice «8110», nel campo anno di riferimento l'anno della cessazione.

Non sono necessari altri adempimenti, in particolare non si deve presentare la dichiarazione di cessazione di attività con il modello anagrafico AA7 o AA9, né la copia del modello F24, in quanto l'amministrazione acquisisce le informazioni attraverso l'elaborazione delle deleghe. Con la risoluzione n. 93/2011 l'Agenzia ha precisato inoltre che il contribuente che non ha esercitato l'attività e non ha effettuato alcuna operazione imponibile nei periodi successivi all'anno di effettiva cessazione dell'attività, attraverso la definizione agevolata in esame, estingue non solo l'omessa presentazione della dichiarazione di cessata attività, ma anche le irregolarità derivanti dalla mancata presentazione delle dichiarazioni Iva, nonché delle dichiarazioni dei redditi d'impresa e di lavoro autonomo, con importi pari a zero, per i periodi successivi all'anno di cessazione. In occasione della precedente estinzione agevolata delle partite Iva inattive, prevista dall'art. 5 del dl 282/2002, la norma faceva discendere dall'estinzione agevolata la sanatoria delle irregolarità dichiarative per i periodi d'imposta «precedenti», purché non fosse stata realizzata alcuna operazione imponibile o non imponibile. L'Agenzia ha infine ricordato che chi non si avvale della sanatoria rischia, per l'omissione della dichiarazione di cessazione, la sanzione edittale fino a un massimo di 2.065 euro.

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