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L'adesione stoppa l'accertamento

del 01/10/2011
di: di Duilio Liburdi
L'adesione stoppa l'accertamento
Ai fini dell'avvio delle procedure esecutive sulla base dei nuovi accertamenti emessi da oggi rilevano sia la sospensione feriale sia l'eventuale proposizione dell'istanza di adesione: queste possibilità, infatti, spostano i termini per la presentazione del ricorso. Con le ovvie conseguenze anche in relazione al pagamento delle somme dovute. Sono queste alcune delle indicazioni che sono state fornite dall'agenzia delle entrate agli uffici mediante l'emanazione di una nota interna che si occupa delle disposizioni in materia di accertamento esecutivo in vigore da oggi. La norma che disciplina la procedura di specie è l'articolo 29 del decreto legge n. 78 del 2010 come modificata dai recenti provvedimenti estivi e che, di fatto, elimina in capo agli enti preposti, l'obbligo di emanazione della cartella esattoriale in quanto l'atto di accertamento è, appunto, esecutivo una volta decorsi i termini di presentazione del ricorso. Peraltro, per effetto di quanto previsto dalle norme varate nel corso dell'estate, la sospensione automatica dell'azione esecutiva è fissata in 180 giorni il che porta a 270 giorni come base «minimale» il termine in questione.

Il primo chiarimento contenuto nella nota riguarda proprio la data del 1 ottobre laddove la norma fa riferimento agli atti emessi da tale data. Il documento dell'amministrazione finanziaria chiarisce come la data è da riferirsi agli atti datati e sottoscritti dal responsabile dell'ufficio. Prima di tale data ovvero in relazione ad accertamenti riguardanti i periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2007, le regole sono quelle della notifica dell'avviso di accertamento, della iscrizione a ruolo e della successiva notifica della cartella esattoriale. Sugli atti diversi da quello di accertamento, invece, continuano ad applicarsi le vecchie regole come, ad esempio, nell'ipotesi di definizione dei pvc. Un ruolo particolarmente importante, secondo l'agenzia delle entrate potrebbe essere rappresentato dalla presentazione di una istanza di autotutela in quanto, in seguito al riesame della pretesa, il contribuente potrebbe essere interessato alla acquiescenza secondo le previsioni di cui all'articolo 15 del decreto legislativo n. 218 del 1997 sulla base degli importi rideterminati posto che non sarà emesso un nuovo atto.

Particolare rilievo assume la procedura da seguire se l'avviso di accertamento riguarda fattispecie che concernono l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 37 bis del dpr n. 600 del 1973, in quanto, in base a tale norma, si esula dal meccanismo della riscossione provvisoria in relazione alla intimazione ad adempiere prevista nei nuovi accertamenti esecutivi. Quindi, l'intimazione in questione non potrà trovare applicazione con riferimento a tale fattispecie non modificando in nulla la precedente disciplina.

La nota ricorda che l'avvio della riscossione coattiva deve tenere conto della sospensione feriale dei termini per la proposizione del ricorso nonché dell'eventuale presentazione dell'istanza di accertamento con adesione. In entrambi i casi, infatti, si posticipa il termine per la presentazione del primo atto che avvia un potenziale contenzioso. Nel momento in cui si avvia l'azione di riscossione coattiva, la nota precisa che l'aggio dovuto sarà del 9%.

Una parte della nota procede all'esame delle novità contenute nelle diverse manovre estive, con particolare rilievo a quella automatica di 180 giorni successivi all'affidamento dell'atto agli agenti della riscossione fatta eccezione per l'adozione dei provvedimenti cautelari come l'iscrizione di ipoteca o il sequestro conservativo. Questa tipologia di sospensione opera senza che il contribuente ne faccia alcuna richiesta a differenza di quanto previsto dall'articolo 47 del decreto legislativo sul contenzioso tributario che opera in caso di presentazione del ricorso e di richiesta, appunto, della sospensione. La sospensione di tipo giudiziale deve essere vagliata e decisa dal giudice entro 180 giorni e, laddove venga concessa con successiva pronuncia della commissione in sfavore del contribuente, si applicheranno gli interessi che non rientrano però nella procedura esecutiva.

In generale, il documento messo a punto dall'amministrazione finanziaria appare una prima analisi delle disposizioni in materia di accertamento esecutivo, fermo restando che il vero test arriverà solo tra qualche mese, presumibilmente tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012, tenendo conto che, rispetto alla prima stesura della norma gli effetti della stessa potrebbero risultare mitigati. Questo sempre che le possibilità di avviare comunque le azioni di riscossione coattiva indipendentemente dal periodo di sospensione non siano azionate in maniera generalizzata il che, evidentemente, farebbe saltare la previsione di tutela inserita successivamente rispetto alla formulazione originaria dell'articolo 29 del decreto legge n. 78 del 2010. In ogni caso, soltanto nel momento in cui la norma diverrà pienamente operative potrà essere valutata l'esatta portata della stessa anche in termini di recupero di gettito.

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