Un numero, quello trapelato dalle prime indiscrezioni, sicuramente rilevante, che ha lasciato stupiti alcuni addetti ai lavori. «Il dato è stupefacente per due motivi», spiega a ItaliaOggi un presidente di commissione, «in primis perché i posti banditi erano da giudici, il cui il lavoro principale è quello di scrivere sentenze e non di rivestire un ruolo di coordinamento come per esempio i presidenti di sezione. E poi perché, a fronte di compensi così bassi, si riteneva che in pochi avrebbero dato la propria disponibilità a cimentarsi in un settore, quale quello del fisco, che impone studi e aggiornamento professionale costanti e impegnativi».
Tenuto conto dell'articolata procedura per l'esame delle candidature, l'espletamento del concorso e la nomina dei vincitori, per l'insediamento dei 960 nuovi giudici serviranno ancora diversi mesi. Forse un anno. Numerose domande di partecipazione al concorso sono state presentate anche da liberi professionisti e magistrati onorari. Il dl n. 98/2011, però, ha riservato la selezione ai giudici togati. Su questo punto il numero uno del Cpgt non si sbilancia. «Si tratta di una situazione che chiamerà il Consiglio a pronunciarsi sull'ammissibilità di queste candidature», chiosa Gobbi.
Si ricorda che nella domanda di partecipazione al concorso per giudice tributario ogni candidato aveva la possibilità di indicare fino a tre incarichi, relativamente alla commissione provinciale o regionale presso cui prestare servizio.
