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Il mercato detta le regole

del 30/09/2011
di: di Claudio Milocco
Il mercato detta le regole
L'art. 8 sul sostegno alla contrattazione collettiva è stato di fatto superato dal recente accordo concordato dalla Confindustria Cgil Cisl Uil e Ugl nella sede confindustriale di via Veneto a Roma.

Andrà ricordato che in sede di conversione del decreto legge n. 138 del 13 agosto sulla manovra economica il senato ha apportato delle rilevanti modifiche alla norma sopraccitata.

Il testo di detta norma è ora il seguente:

1. I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (o territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti, compreso l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011) possono realizzare specifiche intese (con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle predette rappresentanze sindacali) finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro (all'adozione di forme di partecipazione dei lavoratori), all'emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all'avvio di nuove attività.

2. Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti l'organizzazione del lavoro e della produzione (con riferimento)

a) agli impianti audiovisivi e all'introduzione di nuove tecnologie;

b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale;

c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarietà negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro;

d) alla disciplina dell'orario di lavoro;

e) alle modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite Iva, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio (il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio, il licenziamento della lavoratrice dall'inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione al lavoro, nonché fino a un anno di età del bambino, il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale e per la malattia del bambino da parte della lavoratrice o del lavoratore e il licenziamento in caso di adozione o affidamento).

(2-bis. Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, le specifiche intese di cui al comma 1 operano anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano le materie richiamate dal comma 2 e alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro.)

3. Le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti, approvati e sottoscritti prima dell'accordo interconfederale del 28 giugno 2011 tra le parti sociali, sono efficaci nei confronti di tutto il personale delle unità produttive cui il contratto stesso si riferisce a condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei lavoratori.

(3-bis. All'articolo 36, comma1, del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, sono apportate le seguenti modifiche:

(a) alla linea, le parole: «e la normativa regolamentare, compatibili con la legislazione comunitaria, ed applicate» sono sostituite dalle seguenti: «la normativa regolamentare ed i contratti collettivi nazionali di settore, compatibili con la legislazione comunitaria, ed applicati»;

(b) dopo la lettera b), è inserita la seguente: «(b-bis) condizioni di lavoro del personale»).

L'intesa sopraccitata è stata la prima a registrare il coinvolgimento della Cgil dopo anni di firme separate e di fatto ha superato in termini pratici la norma stessa.

Altre riflessioni

Sul tema è bene ricordare che l'ex ministro del lavoro Damiano ha dichiarato che l'accordo renderà del tutto inutile l'art. 8 della manovra perché riconosce alle parti sociali l'autonomia delle decisioni sulle relazioni industriali, dopo le inopportune intromissioni del governo. Di diverso avviso il ministro Sacconi il quale ha precisato che «definiti i criteri di rappresentatività sulla base delle deleghe dei lavoratori. La legge aggiunge forza e dà certezza agli accordi».

Regole sui patti aziendali

Interessante si presenta l'esame delle principali regole dettate sui patti aziendali contenute nell'accordo sindacale sopraccitato quali:

Certificazioni deleghe

Il numero delle deleghe da utilizzare per il calcolo della rappresentatività viene certificato dall'Inps tramite un'apposita sezione nelle dichiarazioni aziendali (Uniemens) che verrà predisposta a seguito di convenzione fra l'ente di previdenza e le parti sociali.

Contratto collettivo aziendale: materie

L'accordo interconfederale prevede che la contrattazione collettiva aziendale si esercita per le materie delegate, in tutto o in parte dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria o dalla legge.

Efficacia erga omnes dei contratti aziendali

I contratti collettivi aziendali per le parti economiche e normative sono efficaci per tutto il personale in forza e vincolano tutte le associazioni sindacali firmatarie dell'accordo interconfederale operanti all'interno dell'azienda.

La condizione per l'efficacia erga omnes è che i contratti aziendali siano approvati dalla maggioranza dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu).

Intese in deroga

Secondo l'accordo di giugno, i contratti collettivi aziendali possono modificare le norme dei contratti collettivi nazionali di lavoro nei limiti e con le procedure previste dagli stessi contratti nazionali.

Se il contratto nazionale non riconosce la possibilità di deroga, i contratti collettivi aziendali possono comunque procedere a determinate condizioni.

In primo luogo devono essere conclusi dalle Rsa d'intesa con le organizzazioni sindacali territoriali aderenti a quelle che hanno firmato l'accordo interconfederale.

Inoltre le intese devono essere finalizzate a gestire situazioni di crisi o investimenti significativi.

Conclusioni

Infine pare doveroso ricordare che in materia di lavoro purtroppo sono le leggi di mercato che dettano le regole e il lavoro si sposta, nell'era della globalizzazione nei paesi dove costa meno.

Nel settore privato i principi della stabilità reale del posto di lavoro contenuti nell'art. 18 della legge sulla statuto dei lavoratori rappresentano regole morte quando, a causa della crisi economici in atto l'impresa è senza ricorse e decide di chiudere l'attività.

Gli ammortizzatori sociali nella probabile eventualità di mancata ripresa economica risolvono parzialmente e provvisoriamente alcuni problemi in attesa che si scriva sui casi la parola fine.

Ogni diversa discussione su questa triste realtà è pura accademia.

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