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Rifiuti, gare, edifici, l'Ue bacchetta Roma

del 30/09/2011
di: di Luigi Chiarello
Rifiuti, gare, edifici, l'Ue bacchetta Roma
Italia messa in mora da Bruxelles per cattiva gestione dei rifiuti in Campania; trascinata alla sbarra della Corte di giustizia per non aver attuato la normativa europea sulla vendita a distanza di servizi finanziari (direttiva 2002/65/Ce); ammonita dalla commissione per non essere ancora in regola con la normativa comunitaria sul rendimento energetico degli edifici. Sono solo alcune delle inadempienze a cui deve rispondere il governo del Belpaese, ieri oggetto di una raffica di cartellini gialli per mancato rispetto delle regole dell'Unione. L'esecutivo guidato da Manuel Durao Barroso ha diffuso diversi dossier sui ritardi accumulati dai singoli stati membri nel recepire le norme Ue. L'Italia è tra i paesi che ne ha collezionato di più, superando la soglia dell'1% di direttive non recepite nell'ordinamento interno entro i tempi previsti. Di più: a oggi la media dei procedimenti di infrazione aperti è di 37 per stato membro, rispetto ai 40 di sei mesi fa. Ma la maggior parte dei procedimenti di infrazione in sospeso riguarda il Belgio, seguito da Grecia e Italia. Comunque, oltre alle norme già dette, il Belpaese dovrà adeguarsi anche a una sentenza della Corte di giustizia europea dell'ottobre 2009 sull'utilizzo illegale delle reti da posta nel Mediterraneo. Roma è stata già condannata per l'utilizzo di queste attrezzature. Che vengono ancora utilizzate nonostante il divieto imposto da Bruxelles. Se entro due mesi non metterà fine alla pratica, il governo italiano verrà nuovamente trascinato dinanzi ai giudici comunitari. L'Italia dovrà, inoltre, adottare misure che garantiscano eque condizioni di accesso agli appalti sui servizi informatici in Molise. E dovrà introdurre entro due mesi un sistema di classificazione del rischio per le imprese di trasporti; in assenza del quale la commissione potrà nuovamente decidere di deferire l'Italia alla Corte di giustizia.

Rifiuti Campania. È il dossier più spinoso. Le emergenze rifiuti a Napoli e nelle zone circostanti preoccupano Bruxelles, perchè da anni stanno mettendo in pericolo la salute umana. Certo, la situazione è migliorata da quando la Corte di Giustizia, nel 2010, ha condannato l'Italia per non avere istituito in Campania un sistema integrato di gestione dei rifiuti. Ma la regione continua ad essere priva di una rete a norma. A Napoli e in molti comuni campani i problemi di raccolta e smaltimento sono ricorrenti. E alla produzione giornaliera si aggiungono circa 6 mln di tonnellate di vecchie balle ancora depositate in discariche temporanee. In attesa di definitivo smaltimento o recupero. Tra gennaio e giugno 2011 le autorità italiane hanno presentato varie bozze di piani, per definire il quadro entro cui costruire gli impianti. Obiettivo: conformarsi alla sentenza del 2010. Da questi piani, però, risulta che gran parte delle installazioni previste sono lungi dall'essere realizzate e che la tempistica indicata è spesso vaga. Non solo. Secondo Bruxelles, finora, sono state prese «ben poche misure», spedizioni incluse, per «garantire una regolare gestione dei rifiuti in Campania fino a quando entreranno in funzione tutti gli impianti previsti».

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