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Contratti d'affitto con durata flessibile

del 30/09/2011
di: Simona D'Alessio
Contratti d'affitto con durata flessibile
Contratti d'affitto di durata flessibile, trasferimento alle regioni delle competenze dei consorzi di bonifica per rendere i tributi più equi, recupero del patrimonio edilizio e stop allo spreco di terreno libero. Ma anche la facoltà per i comuni di sgravare un immobile dall'Ici e per i cittadini di ottenere minori tasse locali occupandosi, in cambio, della manutenzione delle strade, come accade negli Usa. È il poker di proposte «per l'innovazione e lo sviluppo» che ieri Confedilizia ha presentato alla stampa, a Roma, subito dopo averle trasmesse al governo, confidando, ha detto il presidente Corrado Sforza Fogliani, in «un rapido riscontro». Dopo la cedolare secca sulle locazioni, c'è bisogno di provvedimenti ulteriori, a partire proprio dalla necessità, si legge nel documento, di approvare una normativa nuova «che stimoli la concorrenza», consentendo di stipulare contratti di durata flessibile «a canone controllato dalle contrapposte organizzazioni sindacali del locatore e del conduttore»; in tempo di crisi, infatti, «difficilmente si firmano accordi di lungo termine», ha sottolineato Sforza Fogliani, ricordando anche i limiti della disciplina attuale, che fa proliferare sia il caro-affitti, sia il fenomeno dello sfitto. Qualora, poi, ci fosse l'obbligo per gli enti locali di «differenziare in modo rilevante e comunque adeguato i contributi commisurati all'incidenza degli oneri di urbanizzazione, nonché al costo di costruzione» si realizzerebbe «un virtuoso programma di recupero del patrimonio edilizio». Inoltre, permettendo ai comuni l'affrancamento di un immobile, o terreno edificabile dall'Ici (o, eventualmente, dall'Imu, se anticipata) tramite il pagamento di un numero di annualità dell'imposta che ciascun ente potrebbe determinare, il bene «acquisirebbe un più rilevante valore di mercato».

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