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Per gli ex minimi lo stop dal 2012

del 29/09/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Per gli ex minimi lo stop dal 2012
Con decorrenza dal periodo d'imposta 2012, per gli ex contribuenti minimi si renderanno applicabili, ai fini della determinazione del carico fiscale, le regole ordinarie destinate alla determinazione del reddito d'impresa e di lavoro autonomo, con applicazione delle ordinarie aliquote Irpef per scaglioni di reddito. E, per le speranze di una proroga della scadenza fissata al prossimo 30 settembre per la variazione della categoria catastale dei fabbricati rurali, speranze ridotte al lumicino. Queste due delle più importanti precisazioni fornite ieri dal sottosegretario all'economia, Bruno Cesario, in risposta ad alcune interrogazioni (question time) presentate in sede di VI° commissione finanze della Camera.

Fabbricati rurali. Con l'emanazione, a ridosso della scadenza fissata al 30 settembre prossimo dal comma 2-bis, dell'art. 7, dl n. 70/2011 (decreto sviluppo), del provvedimento del ministero dell'economia del 14/09/2011, con il quale sono fornite le indicazioni necessarie per la presentazione, presso gli uffici periferici dell'Agenzia del Territorio, delle domande di variazione della categoria catastale dei fabbricati per cui sussistono i requisiti di ruralità, di cui ai commi 3 e 3-bis, dell'art. 9, dl n. 557/1993 e la successiva emanazione della circolare n. 6/T/2011, è stata evidenziata l'opportunità di procedere con una proroga al mese di giugno 2012. Si ricorda (ItaliaOggi, 22-23/09/2011) che con il decreto sviluppo, il legislatore ha disposto la necessità di ottenere l'accatastamento dei fabbricati alle categorie «A/6» (abitativi) e «D/10” (strumentali), con attestazione del possesso quinquennale dei requisiti, al fine di ottenere la qualifica di rurale e di beneficiare dell'esenzione da imposizione diretta e da Ici. La richiesta non appare fuori luogo per effetto del poco tempo messo a disposizione dai professionisti tecnici per l'elaborazione delle domande e per la compilazione delle dichiarazioni sostitutive, ma soprattutto per la numerosa presenza di casi e di situazioni peculiari che non permettono una semplice redazione delle istanze. Nonostante ciò e considerata la tempestività con la quale il ministero ha emanato il provvedimento atteso e con la quale l'Agenzia del Territorio ha dato diffusione del decreto e dell'emanazione della circolare esplicativa (n. 6/T/2011), non sembra giustificato un rinvio al mese di giugno 2012 (Q.T. n. 5-05407). Sul punto, in occasione della riunione del comitato direttivo, la Confagricoltura ha ribadito, con un comunicato stampa diffuso nella tarda serata di ieri, la necessità di concedere la «… proroga del termine relativo alla presentazione delle domande di variazione delle categorie catastali dei fabbricati rurali …» ritenuta indifferibile «… considerato l'esiguo tempo a disposizione concesso dagli agricoltori dopo l'emanazione del decreto ministeriale di attuazione pubblicato solo il 22/09/2011 …»; come detto da più parti e confermato dai rappresentanti dell'associazione, «… l'intervento trova, altresì, la giustificazione nel rispetto delle procedure fissate dallo Statuto del contribuente, che assicura un intervallo temporale di sessanta giorni prima dell'applicazione in concreto dei provvedimenti di attuazione previsti dalla legislazione tributaria (art. 3II comma L. 212/2000) …».

Contribuenti minimi. Con una ulteriore risposta (Q.T. n. 5-05408) sono stati forniti chiarimenti in merito alle novità introdotte dal comma 3, dell'art. 27, dl n. 98/2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 111/2011 (manovra correttiva), in tema di regime fiscale dei contribuenti minimi, introdotto dai commi 96 e seguenti, dell'art. 1, della legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008). Sul tema è stato evidenziato che, a decorrere dal prossimo 1° gennaio (2012), il regime dei cosiddetti «contribuenti minimi» si applicherà per il periodo d'imposta in cui l'attività è esercitata e per i quattro successivi, ma con un ambito ristretto alle persone fisiche che iniziano un'attività d'impresa o lavoro autonomo o che l'hanno intrapresa successivamente al 31/12/2007, con l'applicazione di un'imposta sostitutiva pari al 5%. Sul tema viene ulteriormente evidenziata l'assenza di una disciplina specifica destinata ai soggetti che, pur rientrando nel regime dei contribuenti (ex) minimi, giacché rispettosi dei requisiti richiesti dai commi 96 e 99, dell'art. 1, della legge n. 244/2007, non possono più beneficiare di detto regime o ne fuoriescono, con la conseguenza che siamo in assenza di criteri specifici per la determinazione del reddito. La questione di conoscere il destino di questi (numerosi) soggetti, soprattutto in termini di determinazione del reddito e di modalità di tassazione (ordinaria a scaglioni o sostitutiva), stante il fatto che l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che l'articolo in commento si limita esclusivamente a disciplinare gli adempimenti per i fuoriusciti, attuando una mera semplificazione di natura contabile, confermando l'esonero dall'obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili (Iva e dirette) e delle liquidazioni e versamenti periodici dell'Iva, con esenzione dall'imposta regionale. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate non ha potuto che confermare che, con decorrenza dal prossimo 1° gennaio, ai contribuenti inquadrabili come “ex” minimi si rende applicabile la disciplina ordinaria di determinazione del reddito imponibile, disposti per le imprese, di cui agli articoli 55 e seguenti, d.p.r. n. 917/1986 e degli esercenti arti e professioni, di cui agli articoli 53 e 54 del medesimo testo unico, con l'applicazione delle ordinarie aliquote Irpef per scaglioni di reddito.

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