Nuovi regolamenti. I nuovi regolamenti arrivano a distanza di circa un anno dall'ultimo aggiornamento (che, infatti, c'è stato il 1° luglio 2010, si veda ItaliaOggi del 26 giugno 2010). I due nuovi regolamenti, approvati dal presidente dell'Inpdap, Paolo Crescimbeni, rientrano nell'ambito delle attività di welfare che lo stesso istituto di previdenza svolge in favore dei propri iscritti e pensionati. Le prestazioni creditizie sono previste per i dipendenti in servizio che contribuiscono obbligatoriamente alla gestione credito con una trattenuta dello 0,35% sulla retribuzione e per i pensionati iscritti, con una trattenuta sulla pensione dello 0,15%. I due provvedimenti, spiega il comunicato stampa, apportano miglioramenti con la finalità di rendere sempre più accessibile il credito a coloro che si trovino in situazioni di necessità o per favorire l'acquisto della prima casa.
Regolamento prestiti. In sintesi, queste le modifiche più importanti. Ai piccoli prestiti annuali, biennali e triennali, è stato aggiunto il prestito quadriennale che permette di erogare quattro mensilità della retribuzione o della pensione da restituire in 48 rate mensili. Sono stati rimodulati e aumentati i tetti previsti per le diverse causali che danno titolo al prestito in relazione alla gravità delle situazioni tutelate. È stata estesa la possibilità di chiedere il prestito per l'acquisto della casa di abitazione anche per i figli (ancorché non iscritti all'Inpdap), al fine di favorire la sistemazione dei giovani in alloggi diversi da quelli dei genitori.
Regolamento mutui. Per quanto riguarda i mutui, le innovazioni introdotte riguardano la semplificazioni nella tipologia di documenti da presentare a corredo delle domande e la previsione di una graduatoria se la disponibilità di risorse economiche è inferiore alle richieste. Infine, il comunicato riporta le misure dei tassi, vantaggiosi rispetto al libero mercato: per i piccoli prestiti 4,25%; per i prestiti pluriennali 3,50%; per i mutui ipotecari a tasso fisso 3,75%; per i mutui ipotecari a tasso variabile per il primo anno al 3,50% e per i successivi al tasso Euribor a sei mesi, maggiorato di 90 punti base.
