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Liti pendenti, chiusure senza tetto

del 28/09/2011
di: di Valerio Stroppa
Liti pendenti, chiusure senza tetto
Eliminare il tetto dei 20 mila euro in modo da consentire la chiusura agevolata di tutte le liti fiscali pendenti. Di qualsiasi importo. Una soluzione in grado di incrementare il gettito erariale e che, pur somigliando a un condono (vietato ai fini Iva dall'Ue), «sarebbe l'unica in grado di resistere alle censure dei giudici nazionali e comunitari». Ad affermarlo Cesare Glendi, professore emerito di procedura civile all'università di Parma, nonché «padre» dell'attuale processo tributario (dlgs n. 546/92), intervenuto ieri a Milano in occasione del Forum Tax 2011, organizzato da Ipsoa e Andaf. Glendi, oltre a delineare la possibilità di estendere a tutte le cause in corso la definizione delle liti minori prevista dal dl n. 98/2011, ha anche messo in luce talune criticità operative generate dalle norme che, susseguendosi in maniera concitata, hanno disciplinato l'accertamento esecutivo in partenza dal 1° ottobre. Maurizio Leo, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria, lancia invece tre proposte per rendere più efficace ed equo il sistema tributario, anche alla luce dei contenuti della delega per la riforma. «I tempi sono maturi per poter pensare di introdurre per le microimprese e le pmi una sorta di concordato fiscale preventivo che, sulla base dei dati empirici in possesso dell'amministrazione finanziaria, quantifichi ex ante le imposte dovute», spiega Leo, «con applicazione di un'aliquota ridotta sulla eventuale eccedenza del reddito prefissato». Non solo. «È necessario rivedere il meccanismo di deducibilità degli oneri finanziari, nonché alleggerire gradualmente il carico Irap, specie con riguardo al costo del lavoro», chiosa il deputato Pdl.

Nel dibattito sul concentramento della riscossione previsto dal dl n. 78/2010 è intervenuta anche Gabriella Alemanno, direttore dell'Agenzia del territorio, che rileva come «ai sensi della vigente normativa, a differenza degli accertamenti emessi dalle Entrate, quelli di competenza del Territorio non costituiranno titolo esecutivo. Così come, con riguardo ai medesimi atti, non sarà attivabile la procedura (deflativa del contenzioso) del reclamo/mediazione, obbligatoria fino a 20 mila euro. Si tratta di una disparità che andrebbe corretta».

Ma i lavori hanno assunto anche respiro internazionale. Massimo Giaconia, partner di Baker&McKenzie, ha sottolineato come il progetto di direttiva comunitaria riguardante la base imponibile comune (Common consolidated corporale tax base) «pur registrando le perplessità di diversi paesi, tra cui l'Italia, costituisce una proposta di buon senso sulla quale bisognerebbe provare a lavorare. Separando in maniera netta la fiscalità dal bilancio di esercizio, la Ccctb potrebbe contribuire notevolmente a semplificare e ridurre i costi attinenti a numerose questioni, quali prezzi di trasferimento, riporto delle perdite e deducibilità delle spese di rappresentanza». Secondo Maricla Pennesi, partner di Dla Piper, «oggi non si parla più di pianificazione fiscale ma di minimizzazione dei rischi di natura fiscale. La vera sfida del futuro sarà poter allineare l'Italia alle best practices internazionali per poter derivare maggiori certezze in ambito tributario proprio da contesti come quello dell'Ocse e di altri Stati europei».

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