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Redditometro, un debutto light

del 24/09/2011
di: di Andrea Bongi
Redditometro, un debutto light
Per il nuovo redditometro un debutto light. Per i primi due anni di applicazione l'assenza o la parzialità delle informazioni relative allo spesometro renderà infatti meno penetrante il nuovo accertamento sintetico dei redditi delle persone fisiche. Nel biennio 2009-2010 il redditometro di seconda generazione, come ridisegnato dall'articolo 22 del dl n78/2010, potrà beneficiare solo parzialmente delle preziosissime informazioni che arriveranno al fisco grazie alle comunicazioni telematiche delle spese over 3 mila euro. Per l'annualità 2009 tale obbligo non sussiste affatto, mentre per il periodo d'imposta 2010 la comunicazione telematica, istituita dall'articolo 21 del medesimo decreto legge n.78/2010, riguarderà solo le operazioni di importo superiore ai 25 mila euro. Partenza a rilento dunque del nuovo redditometro per il primo biennio di operatività. Avvio soft che sembra in qualche modo contemperare le esigenze dei contribuenti che a tutt'oggi non hanno ancora avuto modo di verificare la portata applicativa del nuovo software di calcolo che tarda ad arrivare. Secondo le ultime notizie (si veda ItaliaOggi del 23 settembre) diffuse dal direttore dell'Agenzia delle entrate il nuovo redditometro sarà pronto entro un mese. Se così fosse, ma più volte nel recente passato sono stati annunciati imminenti debutti del software di calcolo poi smentiti, entro la fine di ottobre i contribuenti potrebbero effettuare i primi test di tenuta dei loro redditi, ormai già dichiarati, con le nuove metodologie di calcolo basate su di un paniere di beni e servizi rinnovato sulla base dei nuovi stili di vita degli italiani.

Comunicazioni telematiche e redditometro. Che fra le due disposizioni del decreto legge n.78/2010 vi fosse un legame intrinseco era evidente fin da subito. Non a caso le comunicazioni telematiche delle spese over 3 mila euro sono state da subito ribattezzate con il termine «spesometro» che sta a significare la capacità delle spese stesse di trasformarsi in reddito induttivamente accertabile in capo al contribuente. Il ruolo strategico delle comunicazioni telematiche al fisco delle spese sostenute dai contribuenti è stato evidenziato dallo stesso direttore delle Entrate che nei gironi scorsi ha sottolineato come, grazie a tale strumento, dal prossimo anno le Entrate potranno confrontare il reddito dichiarato dai contribuenti italiani con le spese più importanti dagli stessi sostenute incrociandole allo stesso tempo con le movimentazioni avvenute nei conti correnti. Il binomio redditometro - spesometro sarà dunque alla massima potenza solo a partire dal periodo d'imposta 2011. Solo per tale annualità infatti il fisco riceverà (entro il 30 aprile 2012) le comunicazioni telematiche da parte degli operatori economici in ordine alle spese over tremila effettuate dai contribuenti, potendo altresì contare sul nuovo software di calcolo costruito sulla base delle innovative previsioni contenute nell'articolo 22 del dl 78/2010. Se questo è lo scenario che si apre dal periodo d'imposta 2011 resta dunque da capire cosa potrà esattamente accadere per gli accertamenti sintetici dei redditi del biennio 2009-2010 a decorrere dai quali il vecchio redditometro lascerà il testimone al nuovo strumento varato dal dl 78/2010.

La mancanza delle informazioni in ordine alle spese effettuate dai contribuenti potrebbe costringere il fisco a ricerche ben più impegnative rispetto a quelle che tali comunicazioni potranno consentire. Per l'anno 2010 l'inserimento in anagrafe tributaria delle spese over 25 mila euro potrebbe invece già costituire un primo importante punto di partenza.

È ovvio comunque che in questo primo biennio il fisco non potrà avvalersi degli automatismi che lo spesometro a regime è in grado di fornire tramite le implementazioni software dell'anagrafe tributaria. Sopratutto per l'annualità 2009, i cui accertamenti sintetici con i nuovi strumenti partiranno dal 1° gennaio 2012, le Entrate potranno disporre solo delle informazioni presenti in anagrafe tributaria relative alle «grandi spese» effettuate dai contribuenti. Un esempio di questo modus operandi si è già potuto osservare con l'invio nei mesi scorsi delle migliaia di comunicazioni telematiche ai contribuenti che presentavano incoerenze fra i redditi dichiarati e le spese effettuate. Si trattava infatti di comunicazioni che evidenziavano tipologie di spese di grande entità quali: acquisto di immobili, auto di grossa cilindrata, pacchetti azionari.

Una volta individuate in tal modo le posizioni a maggior rischiosità fiscale le Entrate dovranno affinare l'accertamenti sintetico ricercando le informazioni relative alle spese di mino importo tramite altre metodologie d'indagine, fra le quali un ruolo di primo piano sarà ovviamente svolto dalle indagini finanziarie. Il nuovo redditometro partirà dunque con le armi spuntate. Se nel biennio 2009-2010 il fisco non potrà contare del tutto sull'apporto dello spesometro potrà però spiazzare i contribuenti presentandogli i conti del nuovo accertamento sintetico attraverso un software di calcolo diffuso solo dopo che i conti di tali anni sono ormai già definitivamente chiusi.

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