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Stop allo sciopero

del 24/09/2011
di: Pagina a cura di Valerio Stroppa
Stop allo sciopero
Stop allo sciopero dei giudici tributari: le udienze si svolgeranno regolarmente fino a tutto il mese di novembre 2011. Il dietrofront del governo sulle incompatibilità ha portato infatti la magistratura fiscale a «ricambiare» l'apertura, rinunciando alle astensioni programmate per il 26, 27, 28, 29, 30 settembre e 1° ottobre, nonché a quelle previste per il mese successivo. Ma la guardia dei giudici resta alta: lo sciopero riprenderà nei giorni prefissati del 13, 14, 15, 16, 17 e 19 dicembre, che saranno seguiti da altre due tornate di astensioni. A renderlo noto è stata ieri l'Associazione magistrati tributari, dopo la delibera del comitato direttivo centrale. La manovra bis (dl n. 138/2011), in sede di conversione, ha infatti ammorbidito la previsione contenuta all'articolo 39 del dl n. 98/2011 che estrometteva di fatto dalle commissioni tributarie tutti i liberi professionisti iscritti a un ordine o albo. Ora, a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 148/2011, per far scattare il divieto è richiesto che il giudice eserciti attività di rilevanza fiscale (si veda ItaliaOggi del 7 settembre scorso). «Di fronte a tale atteggiamento», spiega il presidente dell'Amt, Ennio Attilio Sepe, «di cui va dato merito al sottosegretario Casero che ha curato i rapporti con la sede parlamentare, abbiamo ritenuto l'opportunità di dare una risposta di eguale apertura, sospendendo l'astensione dalle udienze programmata fino a tutto novembre 2011». Lo sciopero non viene però meno. A dicembre i giudici tributari torneranno ad incrociare le braccia, almeno fin quando non saranno risolte le ulteriori questioni sul tavolo di via XX Settembre. «È stato confermato lo stato di agitazione giustificato dal fatto che le richieste per le quali non era stata deliberata la protesta sono rimaste tuttora inascoltate», prosegue Sepe, «tanto più che dalle ulteriori nuove disposizioni varate con la manovra scaturisce un quadro di forte compressione delle garanzie riconosciute alla giurisdizione tributaria, agendo indirettamente sulle strutture amministrative e sull'organo guida del Cpgt». Sempre d'attualità, poi, il tema del mancato riconoscimento dei compensi per i provvedimenti cautelari. Argomento sul quale i magistrati tributari attendono ancora risposte dal mineconomia, specialmente dopo che il gettito del contributo unificato sulle cause tributarie «è stato praticamente vanificato» (in quanto destinato a finanziare altre misure, ndr), chiosa l'Associazione.

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