«Le piattaforme sono un tavolo di confronto indispensabile», dice anche Arvedo Marinelli, presidente dell'Ancot, «e l'augurio è che partano al più presto anche perché abbiamo fatto e vinto una grande battaglia per parteciparvi». Anche per Marinelli semmai la strada è quella di una loro riduzione «perché questo renderebbe più facile l'organizzazione dei tavoli di rappresentanza. Noi abbiamo già comunicato di essere favorevoli per esempio ad una riduzione anche bilaterale».
Di tutt'altro avviso Luigi Pessina, presidente dell'Ancit convinto che con l'abbassamento della soglia dei partecipanti si sminuirebbe il valore complessivo della direttiva: «Devono parteciparvi tutti i paesi aderenti in maniera unitaria altrimenti non ha senso». O si cancella per intero tutto il provvedimento o si pensa a migliorarlo, ma farlo, per Pessina, vuol dire mettere intorno ad un tavolo «tutte le forze economiche che gravitano attorno allo stesso settore di attività e quindi mantenendo l'allargamento alle associazioni». La Commissione per le problematiche europee dell'Istituto nazionale tributaristi fa invece sapere Riccardo Alemanno, presidente dell'Int, «ha terminato il lavoro di analisi e di risposte i quesiti relativi alle professioni in Europa e attraverso i propri dirigenti, ha saputo dare il proprio apporto con la consapevolezza di essere un operativo organismo di rappresentanza di professionisti e di volerne salvaguardare l'attività».
