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Befera: il redditometro operativo entro un mese

del 23/09/2011
di: La Redazione
Befera: il redditometro operativo entro un mese
Il redditometro «sarà operativo entro un mese, stiamo già effettuando i primi controlli sui conti correnti e sulle posizioni titoli”. Lo ha dichiarato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervistato da Sky Tg24. «Adesso abbiamo norme che hanno ristretto un po' il cerchio e abbiamo la possibilità di confrontare le spese con il reddito - ha spiegato Befera - Abbiamo delle banche dati ricchissime. Si tratta di una serie di norme che ci consentiranno di mettere in relazione le dichiarazioni dei redditi con le spese effettuate dai contribuenti». «Una novità è che dal prossimo anno tutte le spese sopra i 3 mila euro verranno comunicate a noi, quindi nel redditometro entreranno le spese per l'abitazione, le barche e cosi' via», ha detto ancora il direttore dell'Agenzia delle Entrate. «Potremo confrontare il reddito dichiarato con le spese importanti effettuate e anche con la movimentazione finanziaria, tramite i conti correnti», ha concluso Befera. Il quale ha anche fornito alcuni dati relativia alla lotta all'evasione; le somme recuperate «supereranno gli 11 miliardi nel 2011», ha affermato. L'anno scorso furono 25,4 i miliardi recuperati. Includendo anche le cosiddette dichiarazioni spontanee, nel 2012 l'Agenzia delle Entrate conta di recuperare in Italia circa 13 miliardi di euro dalla lotta all'evasione. «Ci metterei la firma», ha affermato il direttore delle Entrate rispondendo alla domanda se 13 miliardi fosse un obiettivo concreto a cui puntare nel prossimo anno. Per quanto riguarda le verifiche, Befera ha annunciato che «siamo arrivati a fare circa 700 mila controlli l'anno». «Dobbiamo ridurre drassticamente - ha aggiunto - la piaga italiana dei 120 miliardi di evasione». Per quanto riguarda i condoni, premesso che «sono il contrario di quello che vorremmo noi», Befera si è soffermato sulle somme ancora non incassate dal condono tombale 2003/2004, rendendo noto che il mancato pagamento è quantificabile in circa 4 miliardi e 200 milioni di euro, «di cui almeno metà è relativo a imprese sparite o inesigibili. Alla fine potenzialmente la somma da incassare è solo di un miliardo. Equitalia sta procedendo al tentativo di recupero, e sarà fatto direttamente sul conto bancario non con altre procedure».
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