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Fisco senza dicerie

del 23/09/2011
di: di Debora Alberici
Fisco senza dicerie
Vietate le ispezioni fiscali basate su informazioni anonime. Sono illegittime le ispezioni della Guardia di finanza basate su informazioni anonime. Manca il requisito dei gravi indizi che fanno scattare l'autorizzazione da parte della Procura, valutabili anche dal giudice tributario.

Con la sentenza numero 19338 del 22 settembre 2011, la sezione tributaria della Corte di cassazione ha respinto il ricorso di un'azienda che lamentava la validità delle ispezioni delle Fiamme Gialle.

In particolare l'accesso degli agenti era stato contestato per due motivi: prima di tutto perché basato su informatori anonimi e in secondo luogo perché la permanenza era durata oltre i termini sanciti dalla legge. Sul primo punto, nonostante l'azienda avesse ragione, almeno sulla carta, il Supremo collegio ha respinto il ricorso perché mal formulato. Sul secondo, invece, il Collegio non ha ravvisato l'esistenza di termini perentori per le verifiche fiscali.

In altri termini, hanno motivato gli Ermellini sul primo fronte, «il giudice tributario può controllare l'atto autorizzativo del pm esteso alla valutazione della congruità degli elementi forniti di valenza indiziaria, non riconoscendo come tali le informazioni anonime e dichiarando illegittima la autorizzazione ispettiva fondata in via esclusiva su dette informazioni, con conseguente illegittimità derivata dell'avviso di accertamento o di rettifica che su tali prove, irregolarmente acquisite, trovi esclusivo fondamento».

Sul versante dei termini di ispezione Piazza Cavour ha invece sostenuto che lo statuto del contribuente non collega alle irregolarità delle ispezioni sanzioni particolari: «In tali ipotesi - tra cui deve ricomprendersi anche la ingiustificata protrazione delle operazioni di verifica - il contribuente, oltre a formulare a verbale osservazioni e rilievi (art. 12 co. 4), può, infatti, rivolgersi al Garante (art. 12 co. 6) che in seguito alla segnalazione esercita i poteri istruttori richiesti dal caso (art. 13 con), richiamando gli uffici al rispetto di quanto previsto dagli articoli 5 e 12 della presente legg (art. 13 co9), e ove rilevi comportamenti che determinano un pregiudizio per i contribuenti o conseguenza negative nei loro rapporti con l'amministrazione», trasmette le relative segnalazioni ai titolari degli organi dirigenziali «al fine di un eventuale avvio del procedimento disciplinare».

Anche la Procura generale della Suprema corte aveva chiesto il rigetto del ricorso dell'impresa.

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