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Cisal: no alle manovre tampone

del 22/09/2011
di: di Vincenzo Lucarelli
Cisal: no alle manovre tampone
Il giudizio qui espresso è quello della Cisal, che non cambia le sue analisi sul contenuto della manovra. Anzi, conferma taluni dubbi di merito e non certo per partito preso, come ha sottolineato a ItaliaOggi il segretario generale della confederazione, Francesco Cavallaro. Per il quale è del tutto evidente quanto l'impianto complessivo renda problematica e ardua la condivisione dell'intero testo.

Non a caso, egli ha aggiunto, «in varie occasioni, a livello di confronto con il governo (e sul piano dei rapporti con il mondo politico e istituzionale), il sindacato non ha mai manifestato ostinate e preconcette contrarietà». Piuttosto, «ha motivato razionalmente le sue perplessità su questioni non di poco conto, che hanno trovato puntuale pubblicizzazione nella pagina autogestita settimanalmente su ItaliaOggi». Anche in sintonia con quanto concordato a più riprese (ufficialmente) ai vari tavoli di discussione. A cui è seguita la sottoscrizione di inequivoci protocolli d'intesa.

La Cisal non concorda che i cittadini contribuenti, lavoratori in ambito pubblico e privato, siano schiacciati dalla «soma» di un debito dello Stato del quale sono troppo spesso chiamati a rispondere.

Inoltre, respinge al mittente che gli stessi lavoratori, specialmente quelli pubblici, continuino ad essere apostrofati come privilegiati. Quasi fossero loro una casta. Per non parlare dei giovani, ai quali, di fatto, non solo vengono fortemente precluse speranze di impiego professionale, ma anche prospettive di trattamenti pensionistici decorosi.

In questa manovra, come nelle precedenti, mancano le riforme organiche. E mancano soprattutto disposizioni atte ad introdurre sistemi di contrasto dell'evasione fiscale e contributiva seri e strutturati.

Coloro che non pagano le tasse, lo sappiamo, non sono certo una minoranza. Mentre, per quanto concerne gli obiettivi di sviluppo e crescita, la manovra, non solo è carente in termine di modalità e strumenti, ma, al contrario, operando prevalentemente sul fronte dell'entrate (aumento pressione fiscale), rischia di risultare depressiva dell'economia. D'altra parte ci si è guardati bene dal ridurre in modo significativo (ed esemplare) i costi della politica!

Sta di fatto che si parla addirittura di una manovra aggiuntiva. C'è da chiedersi», prosegue il segretario generale, «se e quando avranno fine i provvedimenti tampone e si ponga mano una volta per tutte a riforme coraggiose quanto necessarie. A partire da una riforma fiscale che introduca il principio della contrapposizione di interessi, per giungere anche al completamento della riforma previdenziale e alla riorganizzazione e modernizzazione del sistema di Welfare (attivo e passivo). Su questi temi, e su altri già noti al governo e alle parti sociali, Cavallaro auspica che si dia luogo a una discussione collegiale, improntata a serietà negoziale e certezza di dati.

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