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I distretti bussano a Unico 2010

del 09/01/2010
di: di Alessandro Felicioni
I distretti bussano a Unico 2010
I distretti industriali bussano alla porta di Unico 2010; le istruzioni in bozza dei modelli di dichiarazione per il 2009 accennano solamente alla nuova opportunità (re)introdotta dal dl n. 5 del 2009 senza tuttavia indicare con precisione le modalità attuative della prevista tassazione di distretto.

L'art. 3, comma 2 del dl n. 5 del 2009 aveva riproposto le originarie disposizioni agevolative in tema di distretti industriali, previste inizialmente dalla finanziaria per il 2006.

Da un punto di vista squisitamente tributario diverse sono le principali possibilità concesse alle imprese facenti parte di un distretto industriale. Si va dalla tassazione consolidata, secondo le modalità che disciplinano il consolidato fiscale nazionale di cui agli articoli 117 e seguenti del Tuir alla tassazione di distretto unitaria caratterizzata dall'assunzione, da parte del distretto stesso, della soggettività passiva ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera b), del Tuir. Infine è possibile optare accanto ad ognuna delle precedenti possibilità, per la tassazione concordata, determinando preventivamente il volume delle imposte dirette dovute dalle singole imprese appartenenti al distretto. Resta ovviamente possibile mantenere la propria soggettività impositiva per le imprese appartenenti al distretto.

La tassazione consolidata permette di compensare risultati positivi e negativi di tutti i partecipanti al distretto produttivo, a prescindere dal rapporto di partecipazione. Il problema fondamentale di tale opzione è legato al fatto che il consolidato ordinario è previsto esclusivamente per le società di capitali; spesso, invece le realtà che fanno parte del distretto produttivo sono costituite da imprese individuali o società di persone. Ciò rende difficilmente attuabile la scelta in presenza di distretti caratterizzati da microimprese. Peraltro, l'applicazione dell'aliquota proporzionale Ires al 27,5% potrebbe rendere poco appetibile l'opzione anche da un punto di vista strettamente economico, tutte le volte che l'aliquota marginale Irpef dei soggetti concatenati è inferiore a tale soglia. In altre parole, questa forma di tassazione fiscale agevola solamente le società di capitali facenti parte dei distretti, legate tra di loro da rapporti commerciali.

È anche possibile la tassazione unitaria intesa come l'individuazione del distretto come autonomo soggetto d'imposta in cui confluiscono tutti i redditi imponibili delle società e delle imprese partecipanti.

Il reddito imponibile del distretto comprende quello delle imprese che vi appartengono, che hanno contestualmente optato per la tassazione unitaria. L'opzione ha validità per un triennio. La ripartizione del carico tributario tra le imprese interessate è rimessa alla scelta del distretto, che vi provvede in base a criteri di trasparenza, alla parità di trattamento e sulla base di principi di mutualità. In pratica, sulla base degli accordi interni tra le imprese che fanno parte del distretto, le stesse potranno indicare su chi e con quale percentuale ricadrà il carico tributario.

Non concorrono a formare la base imponibile, in quanto escluse, le somme percepite o versate tra le imprese appartenenti al distretto in contropartita dei vantaggi fiscali ricevuti o attribuiti.

È prevista poi la possibilità per le imprese del distretto (sia esse società di capitali ovvero imprese personali) di concordare a livello individuale le imposte dovute, sempre con un orizzonte temporale minimo triennale ed indipendentemente dalla tassazione distrettuale o unitaria. In questo caso, evidentemente, l'eventuale ulteriore opzione per l'imposizione unitaria dovrà necessariamente prendere in considerazione le imposte concordate a livello individuale. Similmente a quanto previsto per le imposte dirette, anche per quanto riguarda i tributi, contributi ed altre somme di competenza degli enti locali, le imprese del distretto interessate hanno possibilità di concordare preventivamente, a prescindere dall'opzione per la tassazione unitaria, l'ammontare dovuto.

Qualora vi fosse anche l'opzione per la tassazione unitaria di distretto, sarà sempre quest'ultimo a ripartire comunque i carichi fiscali sulle diverse imprese secondo i criteri di «trasparenza», «parità di trattamento» e di «mutualità». Anche in questo caso sono confermati gli adempimenti fiscali dovuti dalle singole imprese facenti parte il distretto.

Evidentemente ognuna delle opzioni previste, tassazione consolidata o unitaria porta con se adempimenti dichiarativi differenti; se nel primo caso l'assimilazione al consolidato nazionale impone l'utilizzo dell'apposito modello da parte della capofila, nell'ipotesi di riconoscimento dell'autonomia al distretto stesso, non servirà ricorrere al modello per la dichiarazione di gruppo.

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