Consulenza o Preventivo Gratuito

Partite Iva inattive, 129 e stop

del 22/09/2011
di: di Franco Ricca
Partite Iva inattive, 129  e stop
Per la chiusura agevolata della partita Iva inattiva, occorre solo il versamento di 129 euro, da effettuare entro il 4 ottobre 2011 con il modello «F24-elementi identificativi». Chi si avvale di questa opportunità sanerà anche l'omissione delle dichiarazioni Iva e dei redditi negative per i periodi d'imposta successivi a quello di cessazione dell'attività.

È quanto chiarisce l'agenzia delle entrate con la risoluzione n. 93 del 21/9/2011.

La norma speciale. La possibilità di chiudere in via agevolata le partite Iva inoperose è prevista dal comma 23 dell'art. 23 del dl n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011. Secondo questa disposizione, i titolari di partita Iva che, sebbene obbligati, non abbiano tempestivamente presentato la dichiarazione di cessazione dell'attività di cui all'art. 35 del dpr 633/72, possono sanare la violazione versando, entro novanta giorni dall'entrata in vigore del decreto, ossia entro il prossimo 4 ottobre, un importo pari alla sanzione minima prevista dall'art. 5, comma 6, primo periodo, del dlgs n. 471/97 ridotta ad un quarto, ovvero l'importo di 129 euro. La disposizione non si applica qualora la violazione sia già stata constatata con atto portato a conoscenza del contribuente.

Va ricordato che il comma 22 dello stesso articolo 23, «a fini di chiarimento in relazione a partite Iva inattive da tempo», ha integrato il predetto art. 35 prevedendo che l'attribuzione del numero di partita Iva è revocata d'ufficio qualora il contribuente, per tre annualità consecutive:

- non abbia esercitato l'attività d'impresa, di arti o di professioni, oppure

- non abbia presentato, pur essendo obbligato, la dichiarazione annuale Iva.

Adempimenti necessari per la chiusura agevolata. Con la risoluzione n. 72 dell'11 luglio 2011, l'Agenzia aveva già indicato le modalità per l'estinzione agevolata delle partite Iva inattive, chiarendo che occorre effettuare il versamento di 129 euro, entro la data stabilita, utilizzando il modello «F24-versamenti con dati identificativi» (F24 «parlante»), indicandovi gli elementi riportati nella tabella. In un comunicato stampa dello stesso giorno, l'Agenzia aveva chiarito inoltre che l'unico adempimento necessario per avvalersi della sanatoria è il versamento con le predette modalità, per cui non occorre presentare la dichiarazione di cessazione di attività con il modello anagrafico AA7 o AA9.

Le ulteriori precisazioni della risoluzione n. 93. Rispondendo ad alcune richieste di chiarimenti, la risoluzione n. 93/2011 precisa ora che, una volta effettuato il versamento compilando il modello F24 speciale con i dati richiesti, il contribuente non è tenuto a nessun altro adempimento, in quanto la chiusura della partita Iva è effettuata dall'Agenzia sulla base dei dati indicati nella delega di versamento. In particolare, non occorre presentare agli uffici dell'Agenzia né la dichiarazione di cessazione dell'attività, come già precisato precedentemente, né la copia del modello di versamento. La nuova risoluzione chiarisce inoltre che presupposto necessario per fruire della definizione agevolata è che il contribuente non abbia esercitato l'attività e non abbia effettuato alcuna operazione imponibile nei periodi successivi all'anno di effettiva cessazione dell'attività; sussistendo tali presupposti, aggiunge la risoluzione, la definizione agevolata della violazione di omessa presentazione della dichiarazione di cessata attività vale a sanare anche le irregolarità derivanti dalla mancata presentazione delle dichiarazioni Iva, nonché delle dichiarazioni dei redditi d'impresa e di lavoro autonomo, con importi pari a zero, per i periodi successivi all'anno di cessazione. Questo effetto, invero, discende automaticamente dalla circostanza che la cessazione dell'attività fa venir meno gli obblighi dichiarativi per i periodi successivi.

vota