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Valorizzare le imprese italiane

del 21/09/2011
di: di Vittorio Marotta
Valorizzare le imprese italiane
«I passaggi generazionali spesso provocano problematiche sensibili riguardanti la tutela del patrimonio, che investono tanto gli imprenditori quanto i commercialisti che si trovano a dover fronteggiare professionalmente tali criticità. Abbiamo quindi ritenuto opportuno concentrarci su questa tematica di grande interesse anche in funzione della crisi economica che spinge gli imprenditori a cercare strumenti e forme di tutela del patrimonio aziendale». Massimo Ivone, vicepresidente di Unagraco, illustra le finalità del convegno nazionale del sindacato presieduto da Raffaele Marcello che si terrà a Fiuggi dal 6 all'8 ottobre e che avrà come tema la tutela del patrimonio e l'utilizzo degli strumenti segregativi nei passaggi generazionali.

Domanda. In che modo imprenditori e professionisti possono intervenire per fronteggiare queste problematiche?

Risposta. È importante trovare formule e soluzioni, come ad esempio il fondo patrimoniale, che possano portare fuori dal rischio imprenditoriale gli immobili che vengono quindi destinati, assieme ad altre proprietà, al solo uso della famiglia. Non è un caso che la sessione mattutina sarà moderata dal professor Giuseppe Paolone, preside della Facoltà di scienze manageriali dell'Università di Chieti-Pescara, che darà un importante apporto alla discussione grazie alla sua preparazione sul tema.

D. Al centro del dibattito ci saranno anche le coperture assicurative. Si tratta di una forma di tutela che interessa sempre di più i professionisti…

R. La sessione pomeridiana sarà interamente dedicata a questo argomento. A coordinarla sarà Massimo Mandolesi, amministratore delegato di Prévira Invest, società controllata dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri guidata da Paolo Saltarelli, e grande esperto nel settore assicurativo. All'appuntamento parteciperanno esponenti di società specializzate in questo campo in grado di fornire ai colleghi polizze adatte a coprire i rischi del mestiere, soprattutto per quanto concerne la responsabilità civile o l'assistenza legale.

D. Quali sono gli obiettivi che l'Unagraco cercherà di perseguire con questo convegno allo scopo di supportare la professione?

R. Giovedì 6 ottobre si terrà il terzo meeting dei quadri dei ragionieri commercialisti, al quale parteciperanno tutti i vicepresidenti e i consiglieri degli ordini locali. Discuteremo del futuro della professione e della prossima competizione elettorale, che nel 2012 ci porterà a votare per il nuovo Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: confidiamo nell'allestimento di una lista unitaria in cui cercheremo di rappresentare la totalità della categoria. Sabato 8 si chiuderà con il direttivo e poi l'assemblea dell'Unagraco, alla quale parteciperanno tutti i presidenti locali per esaminare e analizzare le problematiche interne e degli iscritti.

D. Il mondo delle professioni esce da un'estate particolarmente travagliata.

R. Nell'ultima manovra si è tentato nuovamente di procedere alla liberalizzazione delle professioni. Siamo stupiti di come la politica non capisca che si andrebbe incontro a servizi di bassa qualità che non farebbero altro che danneggiare i cittadini. Senza considerare, inoltre, che la professione del commercialista è già di per sé liberalizzata e in concorrenza con il libero mercato.

D. Lei è consigliere di amministrazione della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri. In questi ultimi mesi si è discusso molto di pensioni: qual è la situazione per gli Istituti privatizzati?

R. Le Casse sono state particolarmente colpite dall'innalzamento della tassazione delle rendite dal 12 al 20%. Ci lascia perplessi come si danneggino gli Istituti, che non fanno speculazione ma semplicemente investono le somme che gli iscritti versano per garantirsi una pensione. Di fatto questo aumento penalizza i contribuenti che magari vedranno dei rendimenti più bassi rispetto a quanto avevano versato.

D. Che impatto avrà la Legge Lo Presti?

R. Aiuterà sensibilmente le Casse, perché le maggiori entrate permetteranno di offrire un maggiore sostegno soprattutto per quanto riguarda le forme di assistenze utili alla categoria.

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