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Direttiva qualifiche da riscrivere

del 21/09/2011
di: di Benedetta Pacelli
Direttiva qualifiche da riscrivere
Direttiva qualifiche verso la dismissione. A circa sei anni dalla sua approvazione, infatti, per la direttiva 36/05 sul riconoscimento della qualifiche professionali si sono aperti i lavori di revisione del testo che addirittura potrebbero mettere in dubbio la sopravvivenza di uno dei suoi punti nodali: le piattaforme comuni quei criteri, cioè, che avrebbero dovuto consentire di colmare le differenze formative tra i diversi paesi. Una delle rivoluzioni promesse dalla Zappalà (così è stata chiamata dal nome del suo relatore al Parlamento europeo), infatti, era proprio quella, stabilendo i livelli di qualifica ai quali corrispondono le competenze professionali, di dare la possibilità agli stati di mettere in piedi delle piattaforme dedicate a singole professioni al fine armonizzare le differenze formative tra i paesi membri e facilitare così la mobilità dei professionisti. Una semplificazione che, però, fanno sapere fonti vicine al ministero della giustizia che vigila su molti ordini professionali, non ha trovato mai attuazione e di piattaforme, come fanno sapere dal ministero della giustizia, non ne è stata creata nemmeno una. La motivazione? Troppe le diversità formative e troppo elevata la percentuale (almeno due terzi) dei paesi che avrebbero dovuto aderire per creare ogni singola piattaforma. Ecco perché tra le ipotesi, dopo un anno di consultazioni avviate dalla commissione europea e concluse nel Libro verde che contiene le eventuali proposte di modifica, c'è quella di abbassare la percentuale di paesi un terzo dei paesi potrebbe essere sufficiente) che aderiscono alle piattaforme se non di abolirle del tutto. Nello stesso tempo, spiegano ancora i tecnici di via Arenula che seguono la materia, parallelamente si sta ipotizzando la creazione di una tessera professionale per semplificare le procedure di riconoscimento con tanto di documentazione che attestata la qualificazione del professionista. E anche di questo, tra le altre cose, si parlerà il prossimo 3 e 4 ottobre a Cracovia quando le autorità europee, le organizzazioni dei consumatori, e le associazioni di categoria si riuniranno al Forum del Mercato interno organizzato appunto dal Parlamento europeo.

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