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Niente utili ai soci

del 21/09/2011
di: Pagina a cura di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Niente utili ai soci
Base ristretta soft per le cooperative a responsabilità limitata. La presunzione di distribuzione degli utili extra-bilancio ai soci non può operare se la società è una cooperativa, salvo che le norme statutarie prevedano espressamente di ripartire i risultati eventualmente conseguiti, nell'arco di una gestione ordinaria, in favore della compagine sociale. Con queste conclusioni, che si traggono nella sentenza n. 108/02/11 dello scorso 3 maggio, la Ctr del Lazio ha accolto l'appello del contribuente e ribaltato la decisione di prime cure. La vertenza nasceva dall'impugnazione di un avviso di accertamento notificato al socio di una società cooperativa a responsabilità limitata, inerente l'attribuzione degli utili extra contabili accertati in capo alla stessa cooperativa, reputata dall'Ufficio impositore a base ristretta. Parimenti a quanto avviene nelle società di capitali tipiche, l'amministrazione aveva ritenuto che la presunzione di distribuzione degli utili occulti in favore dei soci ben potesse estendersi anche al caso delle cooperative. E in effetti la Commissione provinciale di Roma aveva dato credito all'ipotesi di accertamento, richiamando la consolidata giurisprudenza della cassazione. I giudici di Piazza Cavour, infatti, attraverso un numero di sentenze conformi e sempre più articolate, hanno affermato il principio che, in presenza di una società a ristretta base azionaria, la complicità che normalmente viene a crearsi all'interno di un gruppo di soci così costituito, da intendersi come piena conoscenza e controllo delle vicende societarie, giustifica la presunzione (semplice) di attribuzione ai soci degli utili extra-bilancio. Nel caso di specie, tuttavia, oltre al fatto che il ricorrente metteva in discussione finanche la stessa connotazione di «base ristretta» attribuita alla cooperativa, anche alla luce della variabilità del capitale e della libertà di entrata e uscita nella compagine, le perplessità sollevate dalla difesa si soffermavano sul fatto che la cooperativa accertata non fosse solita, per espressa previsione statutaria, a distribuire gli utili ai soci. E proprio su questo punto, la valutazione operata dalla Commissione romana appare di particolare interesse, ove si afferma che «l'eventuale maggior reddito imputato alla società non poteva presuntivamente considerarsi come utile occultamente distribuito, atteso che le norme statutarie non prevedevano la distribuzione degli utili ai soci».
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