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Lo spesometro va a fine dicembre

del 20/09/2011
di: di Roberto Rosati
Lo spesometro va a fine dicembre
Rinvio con restyling per la comunicazione delle forniture Iva: i dati delle operazioni del 2010 di importo superiore a 25 mila euro dovranno essere trasmessi all'Agenzia delle entrate entro il 31 dicembre 2011, anziché entro il 31 ottobre, seguendo il nuovo tracciato (il terzo), modificato per semplificare l'adempimento. Le novità sono contenute nel provvedimento prot. n. 133642/2011, firmato il 16 settembre scorso dal direttore Attilio Befera e disponibile da ieri sul sito internet. Un comunicato stampa dell'Agenzia assicura però che il differimento del debutto dello spesometro non pregiudicherà l'attività dell'amministrazione, perché «non influisce sulla tempistica secondo cui le informazioni trasmesse potranno essere utilizzate per l'attività di controllo».

Modifica delle specifiche tecniche della comunicazione

Si deve partire dalla modifica del tracciato della comunicazione telematica delle operazioni Iva, che ha reso necessario il rinvio del termine. Lo spesometro cambia nuovamente look, allo scopo, spiegano le motivazioni del provvedimento, di «semplificare al massimo gli obblighi di comunicazione da parte dei contribuenti e di migliorare, anche sulla base delle indicazioni fornite dalle associazioni di categoria, la qualità delle informazioni trasmesse».

Va ricordato che le «specifiche tecniche», ovverosia i contenuti della comunicazione telematica istituita dall'art. 21 del dl 78/2010, definite con il provvedimento attuativo dell'Agenzia delle entrate del 22 dicembre 2010, erano già state oggetto di modifiche ad opera del provvedimento del 21 giugno 2011 (che aveva, tra le varie novità, eliminato l'obbligo di indicare il codice di attività e introdotto appositi campi per le note di variazione). Neppure questa seconda versione, però, si è rivelata soddisfacente, come rilevato soprattutto dalle associazioni dei produttori di software. Trovare una struttura accettabile, in effetti, non è cosa semplice per diverse ragioni, tra cui la soglia prevista per la comunicazione (3 mila euro, elevata a 25 mila euro per il 2010), la necessità di collegare operazioni apparentemente autonome sotto il profilo dell'Iva (e dunque anche sotto soglia), ma contrattualmente unitarie, l'obbligo di segnalare non solo le operazioni «business to business», ma anche quelle effettuate nei confronti di privati consumatori. A quest'ultimo proposito, un effetto di semplificazione deriva dalla riduzione a 2.500 euro del limite all'uso del contante, congiuntamente alla previsione che pone a carico degli operatori finanziari (e non delle imprese fornitrici dei beni e servizi) l'obbligo di segnalare all'Agenzia delle entrate le operazioni «sopra soglia» pagate dai consumatori con carte di credito, di debito o prepagate. E così i tecnici dell'Agenzia sono tornati al lavoro per dare risposta ai rilievi delle associazioni di categoria e semplificare quanto più possibile un adempimento rivelatosi tecnicamente più complesso del previsto, tanto da fare rimpiangere, per certi aspetti, i vecchi elenchi clienti e fornitori che potevano essere generati pressoché in automatico dai sistemi di gestione della contabilità. Da qui la versione numero tre, delineata dalle nuove specifiche tecniche allegate al provvedimento del 16 settembre, che vanno a sostituire quelle precedenti. Vediamo, in attesa della necessaria circolare esplicativa dell'Agenzia, che vada ad aggiornare le indicazioni fornite con la circolare n. 24/2011, alcune novità del nuovo tracciato.

Innanzitutto le modalità di pagamento: è ora prevista la distinzione fra importo non frazionato, importo frazionato e corrispettivi periodici, mentre non è più prevista la doppia indicazione dell'importo «dovuto» e dell'importo «totale dell'operazione» (si indicherà solo il primo).

È stata eliminata inoltre la «natura dell'operazione», per cui non si dovrà più specificare se l'operazione è imponibile, non imponibile, esente, con Iva non esposta, con Iva sul margine.

Per le operazioni nei confronti di soggetti passivi, poi, si dovrà indicare anche il numero della fattura, anche in modo da realizzare il collegamento con le eventuali, successive note di variazione, la cui indicazione è stata inoltre semplificata.

Lo slittamento del termine

In considerazione della ridefinizione del tracciato, il provvedimento, come detto, rinvia al 31 dicembre 2011 la scadenza per la trasmissione delle comunicazioni relative al 2010 (per le quali, si rammenta, la soglia è elevata a 25 mila euro), già prevista per il 31 ottobre prossimo.

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