Domanda. Presidente, allora come procede la compilazione dei questionari da parte dei comuni? Il numero di enti inadempienti (quasi un quarto del totale) fa pensare che ci sia stato qualche problema.
Risposta. Non mi focalizzerei su questo dato. Del resto gli ultimi questionari erano particolarmente complessi perché si riferivano alle funzioni più importanti della macchina amministrativa. È vero che oltre 2 mila enti sono stati messi in mora dal Viminale, ma è altrettanto vero che avranno ulteriori 60 giorni di tempo per sanare la propria posizione. Molti lo stanno già facendo. Solo ad agosto infatti ci sono state circa 800 regolarizzazioni e ora il numero di comuni che presentano criticità è sceso a 1.220.
D. Molti comuni lamentano difficoltà tecniche e un'eccessiva complessità dei questionari. Tanto che avevano chiesto una proroga della dead line dal 31 luglio al 31 agosto.
R. Non potevamo concedere una proroga perché la legge non lo prevede. Quanto ai problemi tecnici non ne abbiamo avuti di rilevanti fino al tilt del sistema di elaborazione dati di Poste italiane che a fine luglio ci ha costretti a riconoscere cinque giorni in più di tolleranza nell'invio dei questionari. Ma è un problema che ha riguardato tutta l'Italia.
D. Crede che questi intoppi possano in qualche modo rallentare il cammino del federalismo?
R. Lo escludo. Intendiamo rispettare la tabella di marcia prevista dal dlgs n. 216/2010. I presupposti ci sono tutti perché le risposte arrivate dai comuni ci mettono già nelle condizioni di elaborare i fabbisogni relativi alle funzioni esaminate. Abbiamo già un campione di enti omogeneo e statisticamente significativo per dimensione e territorio. A gennaio 2012 il lavoro proseguirà con i questionari relativi ad altre due funzioni.
