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Fabbisogni al traguardo

del 17/09/2011
di: di Francesco Cerisano
Fabbisogni al traguardo
Sarà stato il timore di perdere una buona fetta di trasferimenti statali (è a rischio la terza rata del fondo di riequilibrio) o la gogna mediatica a cui li ha esposti il ministero dell'interno. Fatto sta che ad agosto c'è stata una vera e propria corsa dei comuni a mettersi in regola con la Sose per la compilazione dei questionari sui fabbisogni standard. Il che consente alla società guidata da Giampietro Brunello di disporre già ora di un campione di comuni statisticamente significativo per calcolare i fabbisogni. In poco più di 15 giorni il numero di enti inadempienti è sceso da 2.050 a 1.220. Per queste amministrazioni ci sarà comunque tempo fino a fine ottobre per regolarizzare la propria posizione. Dopodiché Sose, prima che il Viminale provveda a erogare le spettanze a favore dei comuni, trasmetterà al dicastero guidato da Roberto Maroni la lista definitiva dei municipi da sanzionare. E a quel punto non ci sarà più nulla da fare. Con un comunicato pubblicato ieri la direzione centrale finanza locale del Mininterno ha perciò invitato i sindaci a velocizzare la compilazione dei quattro questionari che più di tutti hanno creato problemi, ossia quelli relativi alla funzione generale di amministrazione, gestione e controllo (gli altri, trasmessi a gennaio, e relativi alle funzioni di polizia locale e anagrafe sono stati snobbati solo da 169 enti). I comuni potranno contare sul supporto di Ifel, il soggetto deputato a fornire assistenza nella compilazione, mentre Sose già si prepara a elaborare i nuovi questionari in arrivo a gennaio 2012 per ulteriori due funzioni fondamentali. ItaliaOggi ne ha parlato col presidente e amministratore delegato Giampietro Brunello.

Domanda. Presidente, allora come procede la compilazione dei questionari da parte dei comuni? Il numero di enti inadempienti (quasi un quarto del totale) fa pensare che ci sia stato qualche problema.

Risposta. Non mi focalizzerei su questo dato. Del resto gli ultimi questionari erano particolarmente complessi perché si riferivano alle funzioni più importanti della macchina amministrativa. È vero che oltre 2 mila enti sono stati messi in mora dal Viminale, ma è altrettanto vero che avranno ulteriori 60 giorni di tempo per sanare la propria posizione. Molti lo stanno già facendo. Solo ad agosto infatti ci sono state circa 800 regolarizzazioni e ora il numero di comuni che presentano criticità è sceso a 1.220.

D. Molti comuni lamentano difficoltà tecniche e un'eccessiva complessità dei questionari. Tanto che avevano chiesto una proroga della dead line dal 31 luglio al 31 agosto.

R. Non potevamo concedere una proroga perché la legge non lo prevede. Quanto ai problemi tecnici non ne abbiamo avuti di rilevanti fino al tilt del sistema di elaborazione dati di Poste italiane che a fine luglio ci ha costretti a riconoscere cinque giorni in più di tolleranza nell'invio dei questionari. Ma è un problema che ha riguardato tutta l'Italia.

D. Crede che questi intoppi possano in qualche modo rallentare il cammino del federalismo?

R. Lo escludo. Intendiamo rispettare la tabella di marcia prevista dal dlgs n. 216/2010. I presupposti ci sono tutti perché le risposte arrivate dai comuni ci mettono già nelle condizioni di elaborare i fabbisogni relativi alle funzioni esaminate. Abbiamo già un campione di enti omogeneo e statisticamente significativo per dimensione e territorio. A gennaio 2012 il lavoro proseguirà con i questionari relativi ad altre due funzioni.

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