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Ancora troppi morti

del 16/09/2011
di: di Fulvio Fornaro* *medico competente
Ancora troppi morti
Il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro attualmente nella regione Abruzzo persiste irrisolto nella sua tragica frequenza e gravità.

Non ci vuole molto a documentare una verità, purtroppo tanto lapalissiana. Su cui, anche recentemente, durante il periodo ferragostano quando l'attività produttiva è ferma, il fenomeno invece di prendersi una vacanza salutare ha continuato ad alimentare le statistiche di morti e invalidi.

Si tratta, quasi sempre, di malcapitati caduti dalle impalcature delle costruzioni edilizie. Oppure di qualche operaio schiacciato sotto la pressa di un'azienda alimentare.

Per non parlare della folgorazione, non sempre occasionale. E, per completare l'elenco, un operaio, albanese di nascita, volato da sei metri, precipitando nel vuoto durante la ristrutturazione di una palazzina a L'Aquila. A quest'ultimi bisogna aggiungere due lavoratori, travolti dalla sponda di un camion in provincia di Pescara, impegnati nella sistemazione di cassette di ortaggi da recapitare ai mercati ortofrutticoli. Su questi lavoratori non sono stati forniti i necessari chiarimenti anche per quanto riguarda il numero dei dipendenti dell'azienda agricola interessata circa la regolarità dei contratti di lavoro formalmente stipulati.

Cosicché, le vacanze in terra d'Abruzzo sono state spesso funestate dai conseguenti lutti cittadini, che la cronaca locale si è incaricata di documentare analiticamente, la cui cifra dall'inizio dell'anno è cresciuta di 427 morti sul lavoro, con un incremento fino a 750 decessi registrati sulle strade e classificati in itinere. Quindi siamo di fronte ad una vera e propria emergenza intorno alla quale si continua a parlare a vuoto di informazione, di formazione e di vigilanza, anche da parte dei sindacati. Che pure sono impegnati, non da oggi, in un assiduo coinvolgimento di ruolo e di responsabilità .

Evidentemente, vale sempre l'antico adagio per cui «non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire», se è vero che, sul terreno della concretezza, esistono norme e regolamenti vincolanti da oltre 50 anni. Ma, da un anno e mezzo circa, è stato persino varato un travagliato Testo Unico delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro esteso anche ai luoghi di vita.

Inoltre, mette conto sottolineare che, nel particolare settore delle costruzioni, il prezzo di vite umane perdute è alto anche da un punto di vista economico.

Ora, per concludere per quanto riguarda l'Abruzzo la Sail è venuta a conoscenza dell'istituzione in itinere di un tavolo tematico regionale sulla sicurezza del lavoro, già approvato il 15/6/2011 dalla consulta abruzzese per il patto relativo allo sviluppo. Tale tavolo tematico, al di là dell'enfasi propositiva, desta qualche perplessità se, come insegna l'esperienza passata e presente, dovesse assumere la fisionomia di un organismo improduttivo, tanto per distribuire incarichi imprecisati, forse anche retribuiti

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