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Tirocini, ora si cambia registro

del 16/09/2011
di: di David Trotti
Tirocini, ora si cambia registro
Tantissimo in questi giorni si sta parlando della Manovra di Ferragosto e del suo articolo 8 forse per il suo impatto mediatico e sociale, dibattito che sta forse oscurando alcuni altri temi che nella vita di molti (soprattutto giovani) hanno un impatto più concreto e rilevante come l'articolo 11 che riguarda i tirocini e che recita:

«1. I tirocini formativi e di orientamento possono essere promossi unicamente da soggetti in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati dalle normative regionali in funzione di idonee garanzie all'espletamento delle iniziative medesime. Fatta eccezione per i disabili, gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti e i condannati ammessi a misure alternative di detenzione, i tirocini formativi e di orientamento non curriculari non possono avere una durata superiore a sei mesi, proroghe comprese, e possono essere promossi unicamente a favore di neodiplomati o neolaureati entro e non oltre 12 mesi dal conseguimento del relativo titolo di studio.

2. In assenza di specifiche regolamentazioni regionali trovano applicazione, per quanto compatibili con le disposizioni di cui al comma che precede, l'articolo 18 della legge 24 giugno 1997 n. 196 e il relativo regolamento di attuazione».

Le conseguenze e le perplessità che questo testo propone sono veramente tante; e dal risultato del confronto tra aziende e professionisti da una parte e soggetti attuatori ci si rende conto di quanto la norma sia oscura e foriera di contenzioso, con il risultato di non essere applicata se non nei casi lapallissianamente chiari.

Vi è subito da dire che sono esclusi dalle nuove norme i tirocini curriculari ovvero i tirocini previsti all'interno di un «percorso formale di istruzione e formazione, la cui finalità non è direttamente quella di favorire l'inserimento lavorativo, bensì di affinare il processo di apprendimento e di formazione». Detti tirocini sono esclusi dall'obbligo di comunicazione anticipata al Centro per l'Impiego (il sistema Unilav).

Pertanto, a decorrere dal 13/8/2011, i tirocini formativi e di orientamento «non curriculari»:

- sono destinati solo ai giovani neo-diplomati e ai neo-laureati,

- debbono essere promossi non oltre i 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio (con riferimento al momento dell'attivazione),

- non possono avere una durata superiore a sei mesi, comprese le proroghe.

Vi rientrano, quindi, soggetti con diploma della scuola dell'obbligo, con diploma di scuola superiore, con diploma professionale, con laurea breve e laurea normale.

Sono esclusi dalle nuove norme i tirocini promossi per disabili, invalidi fisici, psichici e sensoriali, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti e condannati ammessi a misure alternative di detenzione che continuano ad essere normati dal testo previgente:

Le iniziative sono promosse, anche in forma associata, da parte di vari soggetti come, a titolo esemplificativo, agenzie per l'impiego, università, provveditorati agli studi, istituzioni scolastiche statali e non statali che rilascino titoli di studio con valore legale e i centri pubblici o a partecipazione pubblica di formazione professionale e/o orientamento.

La durata dei tirocini varia dai quattro mesi per gli studenti della scuola secondaria, ai sei mesi per i lavoratori inoccupati o disoccupati o gli allievi degli istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, i studenti frequentanti attività formative post diploma o post laurea, fino ai 12 mesi per gli studenti universitari o le persone svantaggiate e, infine, ai 24 mesi per i soggetti portatori di handicap.

Il 12 settembre sul tema è intervenuto il Ministero del lavoro (circolare 24) che ha chiarito alcuni dei dubbi che erano sorti relativamente alle condizioni del tirocinio. Il Ministero indica che condizioni necessarie per l'attivazione dell'Istituto sono:

  • promozione del tirocinio da parte di un'università o istituto di istruzione universitaria abilitato al rilascio di titoli accademici, di una istituzione scolastica che rilasci titoli di studio aventi valore legate, di un centro di formazione professionale operante in regime di convenzione con la Regione o fa Provincia;

  • destinatari della iniziativa siano studenti universitari (compresi gli iscritti ai master universitari e ai corsi di dottorato), studenti di scuola secondaria superiore, allievi di istituti professionali e di corsi di formazione iscritti al corso di studio e di formazione nel cui ambito il tirocinio è promosso;

  • svolgimento del tirocinio all'interno del periodo di frequenza del corso di studi o del corso di formazione anche se non direttamente in funzione del riconoscimento di crediti formativi (a titolo meramente esemplificativo si pensi a un tirocinio per la elaborazione della tesi di laurea).

    Tutto questo tenendo presente che se «nel corso degli accessi, se il tirocinio di formazione e orientamento attivato all'entrata in vigore del decreto legge del 13 agosto 2011, n. 138 non risulterà conforme alla nuova disciplina e alla relativa regolamentazione regionale di riferimento, così pure se il tirocinio già in corso non risulti conforme alla legge 24 giugno 1997, n. 196 e alla relativa regolamentazione attuativa in quanto applicabile, il personale ispettivo dovrà procedere a riqualificare il rapporto come di natura subordinata con relativa applicazione delle sanzioni amministrative applicabili in tale ipotesi (come ad esempio in tema di Libro unico del Lavoro, prospetto di paga e dichiarazione di assunzione), disponendo al recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi cosi omessi».

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