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Badante condominiale in regola

del 14/09/2011
di: di Franco Ravazzolo* *direttivo Saci consulente Anaci
Badante condominiale in regola
Marta è preoccupata.

Vive da quasi quarant'anni nel medesimo appartamento condominiale e si rende conto che a fare la spesa, portare le immondizie al punto di raccolta, svolgere tutte le incombenze domestiche, ormai non ce la fa più. I figli sono grandi, sposati, e abitano altrove. Le danno molte soddisfazioni, ma sono sempre indaffarati, li sente al telefono, ma li vede raramente.

Marta è preoccupata, ricorda sua mamma, vedova come lei e con i suoi stessi problemi. Marta aveva i figli adolescenti e l'appartamento troppo piccolo per poterla ospitare. La mamma, nonostante qualche aiuto d'una famiglia vicina, non era più in grado d'abitare da sola e quasi non si nutriva. Marta, impossibilitata ad assisterla quanto necessario, ritenne buona soluzione l'accoglimento in una bella struttura per anziani. Era accudita, viveva in compagnia, se aveva bisogno di cure, erano tempestive, il personale era attento e gentile. La retta era terribile ma, certo, non si poteva lesinare. La mamma di Marta aveva lavorato una vita, allevato due figli da sola, intelligente e orgogliosa, da anziana, viveva con la sua pensione nella sua casa, leggeva il quotidiano, guardava la televisione, qualche scambio con i vicini, il piacere di ricevere una visita da Marta, dal fratello o dai nipoti, tutti sempre meravigliati dalla sua arguzia.

Poi, compiuti 85 anni, sono iniziate le prime difficoltà e il «ricovero». In poco tempo, lontana dal suo ambiente, dai suoi ricordi e dai suoi affetti la mamma si era smarrita. Marta ora è molto preoccupata, non vuole lo stesso epilogo. Ne parla con il geom. Cambruzzi, suo amministratore condominiale. Lui segue già il portiere e la donna che pulisce le parti comuni, non potrebbe farlo anche per una badante condominiale che dia alcune ore d'aiuto al giorno ai condomini che ne hanno bisogno?

Marta ricorda anche una sua amica, sempre disperata nella ricerca, praticamente impossibile, di trovare una badante referenziata. Ogni tanto, sparizioni improvvise e sostituzioni fantasiose: una cugina, un'amica... nuove sconosciute in casa. Tre badanti in una settimana, un'autentica disperazione! Marta è convinta: l'amministratore è pratico di queste cose, potrebbe far assumere la badante dal condominio e farla lavorare con più condomini, dividendone il costo. Anche il sig. Rossi, del quarto piano, ha bisogno di assistenza. Pur giovane, ha solo 65 anni, per l'esito d'una paresi deve fare movimento assistito. In pratica, basta che faccia una passeggiata giornaliera accompagnato da qualcuno. Così la badante condominiale potrebbe lavorare a tempo pieno e chi ne ha bisogno pagare solo per il tempo utilizzato. Marta sa che con due ore d'aiuto al giorno potrebbe continuare a stare nella sua casa, con i suoi affetti e ricordi, con il piacere di non essere di peso ai figli. Con la possibilità di ricevere, nella sua casa, la «giovane» sorella Jole, qualche conoscente, i figli e i nipoti. Se il geom. Cambruzzi ci sta, si eviterebbe anche il solito ricatto: «Quattro ore in regola e quattro in nero». Ricorda cosa è successo a Roberto. La badante di suo padre, «affezionata e fedele», lo aveva implorato, lacrime agli occhi, di continuare il rapporto, ma non in regola, per non compromettere la pensione di reversibilità. Essendo uomo di gran cuore, ma anche corretto e preciso, molto malvolentieri, il padre accondiscese, aumentandole però la retribuzione oraria per compensare i contributi non versati. Una volta mancato, l'«affezionata e fedele» presentò il conto: 24 mila euro, quale risarcimento per la mancata contribuzione previdenziale, ridotti a 12 mila in nero.

Per Marta, questa storia era un incubo e pensava che, invece, il geometra avrebbe potuto assumere in regola la persona giusta, evitando tutti questi rischi.

Da questa storia vera, su richiesta dell'amministratore vero (il geom. Giorgio Cambruzzi), il Saci (Sindacato amministratori condominiali e immobiliari) ha ricercato un confronto con la Fenasalc (Sindacato dei lavoratori del terziario aderente alla Cisal), al fine di trovare soluzioni compatibili con i diversi interessi che s'incrociano: condomino, lavoratore, amministratore, prevedendo così la possibilità di un servizio condominiale di sostegno agli anziani parzialmente non autosufficienti, gestito dall'amministratore.

Per dare veste contrattuale a tale servizio, è stato così predisposto un protocollo che si pubblicherà in un prossimo numero di ItaliaOggi.

Ovviamente, l'attuazione sarà subordinata sia alla delibera condominiale, sia all'accettazione dell'amministratore.

Certo è, che l'evolversi della società pone sfide e problemi nuovi che esigono soluzioni originali e, talvolta, coraggiose.

La badante condominiale è una figura nuova e particolare; bisogna evitare di configurare «intermediazione di sola manodopera» e, nel protocollo, le parti sociali hanno individuato le soluzioni idonee a costituire correttamente tale rapporto.

Saci e Fenasalc confidano di aver predisposto uno strumento utile ai non autosufficienti che risiedono nei condomini, a tutela delle badanti e con beneficio alla collettività che, rispettando il desiderio dei non autosufficienti parziali, potrà così anche sostenere meno costi.

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