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Dogane, l'autofattura riduce l'Iva

del 14/09/2011
di: di Franco Ricca
Dogane, l'autofattura riduce l'Iva
L'autofattura riduce l'Iva dovuta in dogana: all'atto dell'importazione di prodotti sottoposti a lavorazioni all'estero, sulle quali l'imposta è stata assolta dal committente nazionale, l'ufficio doganale detrarrà dall'Iva calcolata sulla base imponibile quella già assolta con il meccanismo dell'inversione contabile. Di questa operazione si dovrà dare evidenza nella dichiarazione di importazione, indicandovi sia l'imposta liquidata nei modi ordinari sia quella già assolta dal committente e riportandovi gli estremi del documento comprovante l'avvenuto assolvimento dell'imposta.

Queste, in sintesi, le istruzioni impartite dall'Agenzia delle dogane con la nota prot. n. 54918 del 7 settembre 2011, in relazione alle soluzioni per evitare la doppia imposizione sulle operazioni di perfezionamento passivo individuate dall'agenzia delle entrate nella circolare n. 37/2011.

La questione, segnalata da ItaliaOggi del 17/11/2009, è sorta in seguito alla riforma della territorialità delle prestazioni di servizi ad opera del dlgs n. 18/2010.

In breve, per via delle nuove regole di localizzazione dei servizi, le prestazioni di lavorazione di beni mobili, che in precedenza si consideravano effettuate nel luogo di esecuzione materiale, dal 2010, quando rese a soggetti passivi, si considerano effettuate nel paese di stabilimento del committente. Di conseguenza, quando il committente è un soggetto passivo nazionale, queste prestazioni si considerano effettuate in Italia indipendentemente dal luogo nel quale sono materialmente eseguite. In tal caso, il committente nazionale dovrà quindi assolvere l'Iva con il meccanismo dell'inversione contabile. Se però le prestazioni sono eseguite fuori dell'Ue e i beni lavorati (c.d. prodotti compensatori) vengono poi introdotti in Italia, si realizzano i presupposti per la riscossione in dogana dei dazi e dell'Iva sul valore imponibile determinato ai sensi delle leggi doganali, valore che comprende, dunque, il valore della lavorazione assoggettabile ad Iva con il predetto meccanismo, con conseguente rischio di doppia imposizione Iva.

Al fine di eliminare questo rischio, osserva la nota delle dogane, l'Agenzia delle entrate, su conforme parere del comitato Iva dell'Ue, nella citata circolare n. 37/2011 ha espresso l'avviso che l'Iva sulla lavorazione debba essere assolta dal committente con l'inversione contabile; tale imposta sarà quindi dedotta da quella liquidata dall'ufficio doganale all'atto dell'introduzione dei beni, salvo che il committente non sia in grado di dimostrare di averla già assolta con il predetto meccanismo. Questa procedura, ribadisce la nota delle Dogane, scongiura la possibilità che, in caso di mancata reimportazione dei prodotti in Italia, l'imposta sulla lavorazione non venga assolta. Al riguardo, tuttavia, non sembra che, nell'eventualità in cui i prodotti restassero fuori della Comunità, il mancato assolvimento dell'Iva in Italia dovrebbe considerarsi irregolare, atteso che il consumo dei beni avverrebbe al di fuori del territorio di applicazione dell'imposta.

Nella nota si aggiunge, inoltre, che la procedura è risolutiva anche in relazione ad altre operazioni doganali diverse dal perfezionamento passivo, quali:

- l'importazione di merci acquistate fuori della Comunità e ivi sottoposte a lavorazione prima dell'importazione

- l'esportazione definitiva a fini di lavorazione, senza trasferimento della proprietà, seguita dall'importazione.

In ordine alle formalità doganali, poi, la nota dell'agenzia spiega che, nelle ipotesi considerate, occorre procedere nel modo seguente:

- nella dichiarazione doganale (Dau) occorre liquidare l'Iva nei modi ordinari, ai sensi dell'art. 69 del dpr 633/72, indicando il relativo importo nella casella 47 con il codice tributo 405; come precisato dall'agenzia delle entrate, l'Iva dovrà essere calcolata tenendo conto dell'art. 16 del predetto dpr, in base al quale le prestazioni di lavorazione aventi ad oggetto la produzione di un bene vanno assoggettate alla stessa aliquota che sarebbe applicabile in caso di cessione (o di importazione) del bene stesso

- dall'importo a debito come sopra determinato sarà stornato l'importo dell'Iva sulla lavorazione, sempreché il committente dimostri di avere già assolto con il meccanismo dell'inversione contabile, indicandolo nella casella 47 del Dau con il codice tributo 407; nella casella 44 si riporteranno gli estremi del documento esibito dal committente (autofattura o fattura estera integrata).

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