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Gli enti creditizi subito in ballo

del 10/09/2011
di: Giuseppe Molinaro, responsabile tributario Federazione italiana delle Bcc
Gli enti creditizi subito in ballo
La funzione socio-economica delle cooperative a mutualità prevalente (tra cui quelle di credito) è riconosciuta dal nostro ordinamento che contempla delle specifiche previsioni fiscali di favore che non costituiscono meri benefici ma strumento per assicurare il ripristino di condizioni di parità concorrenziale. Tali agevolazioni si applicano esclusivamente alle società cooperative che siano disciplinate dai principi della mutualità previsti dalle leggi dello stato e siano iscritte nell'Albo nazionale degli enti cooperativi. In particolare, i requisiti della mutualità si ritengono sussistenti quando negli statuti siano espressamente e inderogabilmente previste le condizioni indicate nell'art. 2514 del codice civile e tali condizioni siano state in fatto osservate nel periodo d'imposta in cui si beneficia dell'agevolazione e nei cinque precedenti.

In considerazione dei caratteri, propri ed esclusivi del modello delle banche di credito cooperativo, alle stesse sono quindi riservate delle previsioni fiscali di carattere «agevolativo» che, peraltro, non differiscono nella sostanza da quelle riconosciute dall'ordinamento alle altre cooperative a mutualità prevalente. In particolare, le disposizioni fiscali applicabili alle Bcc prevedevano ab origine, tra l'altro, l'esclusione da tassazione ai fini Ires della quota di utile netto accantonato alla riserva minima obbligatoria (pari al 70% dell'utile di bilancio), in base al combinato disposto dell'art. 6 del dl n. 63/2002 e dell'art. 12 della legge n. 904/1977 che prevede la non concorrenza alla formazione del reddito imponibile delle somme destinate alle riserve indivisibili alle condizioni sopra esposte, che risultano sempre rispettate dalle Bcc-Cr.

Le modifiche alla disciplina impositiva delle Bcc a seguito delle previsioni del dl 138/2011

A seguito delle modifiche introdotte dal comma 36-ter dell'art. 2 del convertendo dl 138/2011, all'art. 6 comma 1 del menzionato dl n. 6/2002, la somma di utili esclusi da imposizione ai fini Ires scende dal 70% al 63%, in quanto si prevede ora che l'esclusione prevista dal citato art. 12 della legge n. 904/1977 non si applichi «alla quota del 10% degli utili netti annuali da destinare a riserva minima obbligatoria». Pertanto, atteso che le Bcc-Cr debbono destinare alla citata riserva obbligatoria almeno il 70% dei propri utili, è facile riscontrare che, dal 2012, il 7% (pari al 10% del 70%) degli utili prodotti da tali banche non può più fruire della non imposizione.

Le innovate misure di determinazione della base imponibile ai fini Ires si applicano dal 2012. Tuttavia, già in sede di acconto per tale anno si assume quale imposta di riferimento per il calcolo quella del periodo precedente rideterminata applicando la novella soglia di esclusione (il 63% in luogo del 70%, appunto).

In capo alle Bcc-Cr non rilevano invece le modifiche apportate dal comma 36-bis dell'art. 2 del dl n. 138/2011 alla lettera b) del comma 460 dell'art. 1 della legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005), volte a incrementare dal 30% al 40% la soglia di rilevanza ai fini impositivi degli utili prodotti da altre tipologie di cooperative a prescindere dall'imputazione degli stessi utili alle riserve indivisibili. Tale norma non è infatti applicabile alle Bcc-Cr, atteso che le previsioni della Finanziaria del 2005 risultano espressamente applicabili ma «fermo restando quanto disposto dall'articolo 6, commi 1 (…)» del dl n. 62/2002.

Va, infine, evidenziato che l'aggravio Ires si cumula per le Banche di credito cooperativo a quello derivante dall'aumento dell'aliquota Irap delle banche, stabilito dalla manovra di luglio (incremento dello 0,75% dell'aliquota Irap ordinaria applicabile alle banche ed agli altri enti finanziari, già a decorrere dal 2011).

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