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Liberalizzazioni mancate

del 08/09/2011
di: di Vittorio Bellagamba
Liberalizzazioni mancate
L'estate è stata particolarmente calda per quanto riguarda il tema delle liberalizzazioni in generale e in particolare delle professioni. Agli annunci da parte delle forze politiche e alle pressioni da parte dell'Unione europea sono seguiti prima annunci sulle liberalizzazioni molto radicali che poi alla prova dei fatti si sono rivelati soltanto delle modifiche abbastanza modeste alle regole degli ordini professionali. Non deve meravigliare più di tanto, quindi, se l'Ancot boccia la parte della Manovra-bis relativa alla liberalizzazioni.

Delusione e amarezza sono i sentimenti provati dai tributaristi iscritti all'Ancot-Associazione nazionale consulenti tributari dopo aver analizzato il contenuto della Manovra Bis per quanto riguarda le professioni. «Ci aspettavamo un intervento più deciso da parte del Governo», ha detto il presidente nazionale dell'Ancot Arvedo Marinelli, «per quanto riguarda la liberalizzazione delle professioni, invece, abbiamo constatato che “l'elefante ha partorito il topolino» come recita un antico adagio che riesce a fotografare molto bene quanto è avvenuto nei giorni scorsi”». Il giudizio del presidente nazionale dell'Ancot prosegue: «I provvedimenti adottati non si possono far passare come una liberalizzazione degli ordini o addirittura una riforma delle professioni. Noi ci attendiamo altri passaggi che possono portare a una vera e propria riforma così come richiesto nei giorni scorsi dall'Unione europea invece il rischio e di voler far passare come una riforma l'introduzione di una serie di norme che tutelano il cittadino. Inoltre hanno addirittura reintrodotto i minimi tariffari e quindi ribadiamo che occorre ben altro per liberalizzare il mondo delle professioni. La Bce e la stessa Unione europea ci chiedono di attuare in maniera più decisa le liberalizzazioni mentre la manovra del Governo va decisamente dalla parte opposta. È ormai giunto il momento di attuare una Riforma delle professioni che tenga conto delle indicazioni dell'Unione Europea necessarie per modernizzare il settore in Italia». Intanto l'Ancot nei giorni scorsi ha inviato al ministro di giustizia, il senatore Francesco Nitto Palma, una lettera di congratulazione per la nuova nomina. Nel contempo però ha rivolto al nuovo responsabile del dicastero della giustizia l'impegno a concludere l'iter, con l'apposizione della sua firma, al dlgs 206/2007. «Al Suo ministero abbiamo la domanda d'iscrizione della nostra Associazione al Registro previsto dall'art. 26 del dlgs 206/2007. La domanda ha completato tutto il suo iter e come dalla lettera allegata del 7/10/2010 attende solo la Sua valutazione di competenza».

L'impegno del nuovo ministro permetterebbe la conclusione di un iter che dura ormai da troppi anni: «Sono anni che lavoriamo per raggiungere questo importante traguardo», scrive nella lettera il presidente Marinelli, «che consentirebbe a tanti professionisti delle professioni non regolamentate di partecipare ai tavoli di concertazione europei in un momento in cui si sta' lavorando alla direttiva sui servizi. È vero che i problemi della giustizia sono tanti, ma noi siamo in lista di attesa da molto tempo». «Ora ci aspetta un vero e proprio autunno caldo», ha detto il presidente nazionale dell'Ancot Arvedo Marinelli, «in quanto torneremo ad affrontare in maniera molto decisa tutte le questioni ancora aperte. Cercheremo anche attraverso il Colap di sensibilizzare ulteriormente i vari rappresentanti istituzionali sia sulla necessità ormai improrogabile di addivenire a una giusta Riforma delle professioni e nel contempo di accelerare l'iter di definizione dell'iscrizione della nostra associazione al Registro previsto dal dlgs 206/2007». Tra le questioni ancora aperte su quali si concreteranno le iniziative dell'Ancot? «Sicuramente anche sulla definizione dell'aspetto previdenziale dei nostri associati e in particolar modo sull'iter legislativo della norma relativa i contributi silenti che interessano moltissimi professionisti iscritti alla nostra associazione». Un autunno che coinvolgerà tutta la struttura dell'Ancot? «Sono sicuro di poter contare sulla «grande famiglia Ancot», ha detto il presidente Marinelli, «composta dai responsabili territoriali e da tutti gli iscritti che da anni condividono le nostre battaglie per la difesa e la tutela dei nostri diritti. I temi sulla liberalizzazione delle professioni saranno ampiamente analizzati sia a Catania nel corso della presentazione dell'anno formativo Ancot e sia a Napoli dove si svolgerà il tradizionale e molto atteso convegno nazionale. In quell'occasione l'Ancot chiederà lumi sull'iter relativo all'iscrizione dell'associazione negli elenchi per partecipare alle piattaforme europee. In quella circostanza sarà anche analizzato attentamente il contenuto della Manovra-bis soprattutto per quanto riguarda l'aspetto relativo alla liberalizzazione delle professioni».

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