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Parcelle professionali trasparenti

del 08/09/2011
di: da Bari pagina a cura di Lorenzo Morelli
Parcelle professionali trasparenti
«Fissare le tariffe minime e far sì che la loro riscossione avvenga tramite gli ordini professionali». In occasione del 56° congresso nazionale degli ingegneri, una tre giorni che termina domani, il presidente Giovanni Rolando ha lanciato una proposta per rendere trasparenti i pagamenti dei professionisti. «Alla vigilia dell'approvazione della manovra finanziaria da parte del governo, l'assise degli ingegneri è anche l'occasione per ribadire che per il nostro paese c'è bisogno di una forte lotta all'evasione per recuperare ingenti somme in grado di risanare i nostri conti e di aprire una nuova fase di risanamento dell'Italia. Sì dunque al provvedimento, pur con qualche perplessità. Come nel caso dell'Iva portata al 21% che, secondo gli ingegneri, andrà a pesare sulle tasche del consumatore finale e vedrà, ancora una volta, un'impennata dei prezzi. Uno scenario a oggi incerto in cui servono al più presto misure finalizzate davvero alla crescita del nostro paese. Intanto per fare cassa gli ingegneri propongono una cartolarizzazione dei beni immobili dello Stato con la loro valorizzazione e la messa sul mercato al miglior offerente che porterebbe portare ad entrate addirittura superiori alla manovra che verrà approvata dal Parlamento».

E per far fronte alla crisi economica durante la tavola rotonda dal titolo «Lo sviluppo del paese attraverso il recupero delle infrastrutture e del costruito» sono emerse alcune proposte. Secondo una ricerca di Scenari Immobiliari, il 13% del Pil mondiale è realizzato dalle imprese di costruzione civili e industriali ed entro il 2020 questa quota crescerà fino al 15%. In alcuni paesi emergenti addirittura l'edilizia arriva fino al 20% del prodotto interno lordo. «Secondo la classifica dei mercati delle costruzioni, l'Italia nel 2010 era al settimo posto, la proiezione al 2020 vede il nostro paese scivolare in dodicesima posizione», ha spiegato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. «Bisogna individuare i driver dello sviluppo che possono essere il recupero e il ripristino delle opere immobiliari costruite. Infatti la tendenza è che le città aumenteranno le loro dimensioni. Oggi il 50% della popolazione mondiale risiede in città e in Europa 8 persone su 10 vivono in agglomerati urbani. In futuro ci dobbiamo aspettare una crescita non solo quantitativa, ma anche qualitativa poiché i nuovi progetti dovranno fare i conti con la sostenibilità obbligatoria per legge. Lo scenario futuro vede una spaccatura del mercato. La domanda di abitazioni di alto livello e quella di basso livello aumenteranno. Mentre la fascia media tenderà a diminuire». Nella sua ricerca Breglia ha evidenziato come il 40% del territorio urbano versi in condizioni mediocri o scadenti e come queste aree siano spesso concentrate in zone specifiche delle città, come gli ex insediamenti industriali. Ci sono grandi interventi urbani da realizzare non solo abitazioni civili, ma anche negozi, uffici e social housing. Sul tema della riqualificazione del costruito e sull'importanza di puntare sulla edilizia sociale si è espressa anche Gabriella Alemanno, direttore Agenzia dell'entrate. «L'Italia ha una grande concentrazione di beni artistici rappresentati non solo da musei e monumenti, ma anche ville e palazzi. Per fare un esempio concreto, visto che siamo in Puglia, i trulli o le torri saracene. Sono un patrimonio importante per creare un marchio di fabbrica dell'Italia. Il social housing è una grande opportunità che consente di recuperare strutture dismesse come per esempio le caserme come è stato fatto al campus di Tor Vergata a Roma».

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