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Prescrizione a 360°

del 07/09/2011
di: di Daniele Cirioli
Prescrizione a 360°
La prescrizione obbligatoria è applicabile anche nei confronti dell'impresa reticente a collaborare. Infatti, se il datore di lavoro non fornisce le notizie richieste dall'ispettore, la direzione provinciale del lavoro (dpl) può procedere ad applicare la prescrizione obbligatoria prima di emettere sanzione (arresto fino a due mesi o ammenda fino a 516 euro). La prescrizione non è chiaramente applicabile, invece, in caso di notizie rese consapevolmente errate dal datore di lavoro (ipotesi per cui è prevista la stessa sanzione). Lo precisa il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 15525/2011.

Collaborazione e prescrizione. Il chiarimento arriva a risposta al quesito formulato dalla direzione regionale del lavoro dell'Umbria proprio sull'applicabilità della cosiddetta prescrizione obbligatoria (disciplinata dal dl n. 758/1994 e dall'articolo 15 del dlgs n. 124/2004) in relazione all'illecito previsto dall'articolo 4, comma 7 della legge n. 628/1961. Tale norma, nel dettaglio, punisce con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda fino a 516 euro «coloro che, legalmente richiesti dall'Ispettorato di fornire notizie (…), non le forniscano o le diano scientemente errate e incomplete» (una sorta di collaborazione nelle indagini degli ispettori). La prescrizione obbligatoria è un istituto che opera con riferimento a tutte le leggi in materia di lavoro e di legislazione sociale. L'applicazione è affidata alla direzione provinciale del lavoro, ogni qualvolta «il personale ispettivo rilevi violazioni di carattere penale, punite con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda ovvero con la sola ammenda».

I chiarimenti. Il ministero ritiene di rispondere affermativamente al quesito della drl dell'Umbria. Spiega che, in via generale, non sussistono motivi ostativi per l'applicabilità della prescrizione obbligatoria con riferimento alle condotte omissive sulla collaborazione del datore di lavoro con gli ispettori (di cui al richiamato articolo 4, comma 7, della legge n. 628/1961), in quanto ipotesi comunque inerente la materia del lavoro e della legislazione sociale. Pertanto, qualora si ravvisino le condizioni di omessa collaborazione del datore di lavoro, il personale dovrà procedere all'emanazione della prescrizione, reiterando la richiesta di notizie da soddisfare in tempi ragionevoli. Tale scelta interpretativa, spiega il ministero, mira a preservare il primario interesse alla definizione delle indagini (interesse posto alla base dello stesso articolo 4 della legge n. 628/1961). Tuttavia, la stessa soluzione non si rileva praticabile nei casi in cui il datore di lavoro risponda alla richiesta del personale ispettivo, ma fornendo notizie consapevolmente («scientemente» secondo la lettera della legge) errate. In tal caso, infatti, non può non rilevare la consapevole e volontaria scelta di contravvenire alla richiesta che gli è stata formulata, ostacolandola con partecipazione psicologica di tipo doloso.

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