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Coop, banche tassate due volte

del 07/09/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Coop, banche tassate due volte
Doppia tassazione della riserva obbligatoria delle banche di credito cooperativo per effetto dell'innalzamento al 40% della quota di utili netti tassabili e dell'introduzione della tassazione della quota, pari al 10%, della riserva legale. Questo l'impatto degli emendamenti approvati e inseriti nel decreto legge n. 138/2011 dopo il passaggio in commissione bilancio al senato che rimodulano la tassazione delle società cooperative a mutualità prevalente (ItaliaOggi, 6/09/2011) e lo stralcio dell'emendamento che prevedeva l'esclusione dall'incremento (dal 30 al 40%) della tassazione per gli istituti di credito costituiti nella forma di società cooperativa, di cui agli artt. 2511 e seguenti c.c. Preliminarmente si ricorda che, a parte la recente modalità di assolvimento della comunicazione dei dati di bilancio per le banche di credito cooperativo attraverso l'invio di una dichiarazione attestante il rispetto dell'obbligo d'informativa già effettuato nei rapporti con la Banca d'Italia, questi particolari istituti di credito sono ex lege riconosciuti enti cooperativi a mutualità prevalente, se applicano e rispettano la disciplina speciale, con particolare riferimento al dlgs n. 385/1993 (Tub), ai sensi dell'art. 223-terdecies delle disposizioni transitorie del codice civile. Di conseguenza, in via generale, la tassazione di queste banche è speculare a quella delle cooperative a mutualità prevalente, non agricole o della piccola pesca, con il riconoscimento delle medesime agevolazioni di natura tributaria con l'assunzione (attuale) del 30% degli utili netti ai fini della determinazione del reddito imponibile ai fini Ires. Sul punto è opportuno evidenziare, inoltre, che l'art. 37, del dlgs n. 385/1993, facendo riferimento alla disciplina degli utili netti annuali, tiene in considerazione l'esigenza, derivante dalla particolare attività svolta, di procedere a una sistematica patrimonializzazione dell'istituto di credito, anche attraverso l'accantonamento delle riserve in un'entità maggiorata (70%) rispetto a quella normalmente prevista (30%) per le altre società cooperative. Pertanto, anche per quanto indicato dall'Agenzia delle entrate (circ. 34/E/2005) le banche di credito cooperativo determinano, attualmente, il reddito imponibile assicurando a tassazione esclusivamente il 27% degli utili netti annuali, per effetto dell'accantonamento del 70% a riserva legale (combinato disposto comma 460, l. n. 311/2004 e comma 1, art. 6, dl n. 63/2002) e del versamento del 3% ai fondi mutualistici, ai sensi del successivo comma 463, secondo periodo della legge finanziaria 2005. Con le modifiche introdotte dalla manovra di Ferragosto, anche le banche di credito cooperativo subiranno l'innalzamento della quota di utili netti che partecipa alla formazione del reddito imponibile (dal 30% al 40%), con un primo incremento di recupero a tassazione del 10%, e un successivo incremento di base imponibile, derivante dalla modifica intervenuta al comma 1, dell'art. 6, dl n. 63/2002 che ha ulteriormente ridotto, del 10%, l'esenzione da tassazione dell'accantonamento alla riserva legale degli utili netti (70% degli utili netti) con un ulteriore balzello del 7%; di conseguenza, per le banche di credito cooperativo si verificherà una situazione paradossale che vedrà una doppia imposizione della riserva legale, nella prima misura del 10% per incremento della quota di utile tassabile e una seconda per effetto della tassazione del 10% della riserva minima.
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