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Esentasse i certificati per notificare le cartelle

del 07/09/2011
di: La Redazione
Esentasse i certificati per notificare le cartelle
Devono essere considerate esenti dall'imposta di bollo, ai sensi dell'articolo 18, comma 1 del dlgs n. 112/1999, anche le certificazioni anagrafiche rilasciate dai comuni a Poste italiane, quando siano necessarie all'espletamento del servizio di notifica delle cartelle esattoriali, affidatole dalla società Equitalia. Ciò in quanto Poste italiane, che opera in virtù di un contratto di mandato con rappresentanza, sottoscritto con la predetta Equitalia, agisce in nome e per conto dell'agente della riscossione.

È quanto ha precisato la direzione centrale dei Servizi demografici del ministero dell'interno, nel testo della circolare n.23 diffusa lo scorso 6 settembre che, sul punto, ha interpellato l'Agenzia delle entrate che ha risposto con un apposito parere riportante la conclusione di cui sopra. Un passaggio, questo, che lo stesso Viminale ha ritenuto doveroso intraprendere, in quanto sollecitato in tal senso da numerose amministrazioni locali. Come noto, la norma sopra richiamata stabilisce che «ai soli fini della riscossione mediante ruolo, i concessionari sono autorizzati ad accedere, gratuitamente ed anche in via telematica, a tutti i dati rilevanti a tali fini, anche se detenuti da uffici pubblici, con facoltà di prendere visione ed estrarre copia degli atti riguardanti i beni dei debitori iscritti a ruolo e i coobbligati, nonché di ottenere in carta libera, le relative certificazioni». Pertanto, la norma stabilisce l'accesso gratuito, da parte dei concessionari, ai dati dei contribuenti e il rilascio in esenzione dall'imposta di bollo, delle certificazioni dei dati utili ai fini della riscossione mediante ruolo. Come rilevato dall'Agenzia delle entrate, nello svolgimento di tale servizio, gli agenti della riscossione (dal 2005 Equitalia e le sue ramificazioni regionali) nell'ambito dell'autonomia gestionale ed organizzativa che contraddistingue tale attività, affidano tramite convenzioni di diritto privato a soggetti diversi (tra cui Poste italiane), alcune fasi esecutive e strumentali del procedimento di riscossione tramite ruolo. Tra le predette fasi, possono includersi la notifica di cartelle di pagamento e altri documenti esattoriali. L'Agenzia delle entrate, pertanto, sottolinea che le convenzioni con cui l'agente della riscossione affida a terzi alcune fasi del procedimento, sono soggette a procedure ad evidenza pubblica e concluse con un contratto di mandato con rappresentanza. Nello schema contrattuale che si perfeziona tra Equitalia (mandante) e Poste italiane (mandatario), si evince che la società mandante «conferisce tutti i poteri di rappresentanza alla mandataria, affinché quest'ultima agisca in nome e per conto della stessa mandante». Ne deriva che tutti gli effetti, attivi e passivi, degli atti compiuti da Poste italiane, sono riferibili direttamente alla mandante. Giuridicamente, ha rilevato l'agenzia guidata da Attilio Befera, tutte le attività poste in essere in tal senso dal mandatario «si devono considerare come direttamente espletate dal rappresentato (ovvero l'agente della riscossione), proprio come se quest'ultimo avesse compiuto in prima persona ogni singolo adempimento».

Antonio G. Paladino

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