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Versamenti del Firr condizionati dagli Aec

del 06/09/2011
di: a cura di Luca Orlando
Versamenti del Firr condizionati dagli Aec
Domanda. Dall'estratto conto Enasarco ho scoperto che la ditta versa i contributi, ma non il Firr, cosa devo fare per recuperarlo?

Risposta. La ditta non è obbligata a versare il Firr se non aderisce formalmente a una delle associazioni datoriali firmatarie degli Accordi economici collettivi oppure se nel contratto individuale con lei sottoscritto non sia presente un richiamo esplicito agli Aec nella regolamentazione delle indennità di fine rapporto.

Se la sua situazione rientra in uno di questi due casi allora la mandante ha la facoltà ma non l'obbligo di versare il Fondo indennità risoluzione rapporto.

Si ricorda che parte della somma accantonata come Firr viene utilizzata dalla Fondazione Enasarco per l'accensione di una polizza assicurativa per infortunio/malattia, quindi mancando il versamento della mandante, Lei ad oggi non ha diritto all'assicurazione infortuni prevista dall'Enasarco. Le consigliamo quindi di verificare il regime giuridico previsto dal suo contratto individuale. Più in generale le ricordiamo comunque, che in costanza di rapporto non matura alcuna prescrizione, e quindi lei potrà tranquillamente richiedere, all'atto della risoluzione del rapporto e ricorrendone i presupposti, l'indennità di fine rapporto dovuta in base alla normativa applicabile al suo contratto.

D. Da circa due mesi l'azienda ha inserito nella mia zona un altro agente senza informarmi, né chiedere il mio consenso. Per tale motivo è mia intenzione andarmene e sto quindi cercando nuovi mandati con altre ditte del settore. Quali sono i passi da fare per tutelarmi?

R. La violazione del diritto di esclusiva, laddove previsto nel contratto, potrebbe configurare una giusta causa di recesso in tronco per fatto e colpa della preponente con conseguente diritto dell'agente a percepire le indennità di fine rapporto nonché l'indennità di mancato preavviso.

Dal punto di vista pratico, le consigliamo di verificare la previsione del diritto di esclusiva nel contratto in suo possesso, e quindi di contestarne la violazione mediante lettera a.r. alla preponente. È senz'altro preferibile non procedere alla disdetta in tronco, ma assegnare un termine decorso il quale senza che la mandante abbia provveduto a far cessare il comportamento illegittimo, il contratto si intenderà automaticamente risolto per fatto e colpa dell'azienda.

Quanto alla ricerca di nuovi mandati con società concorrenti, deve verificare che il contratto non contenga un patto di non concorrenza post-contrattuale. Accertato questo aspetto è ovviamente libero di ricercare sul mercato nuove preponenti sin d'ora, ma ogni eventuale nuovo incarico potrà essere assunto solo dopo la conclusione dell'attuale rapporto.

D. L'azienda non mi riconosce le provvigioni su alcuni ordini che non sono stati eseguiti a causa di scioperi del personale dell'azienda stessa.

R. L'operato della mandante non pare corretto. Infatti in tale modo si configura una traslazione del rischio imprenditoriale dalla preponente all'agente del tutto immotivato e ingiustificato. L'art. 1749 c.c. prevede espressamente (e la contrattazione collettiva non deroga sul punto) che la provvigione spetti all'agente anche su tutti gli affari rimasti ineseguiti per causa imputabile alla preponente (le c.d. cause di forza maggiore). Si ricorda che il caso dello sciopero del personale dell'azienda non è considerato come forza maggiore dalla giurisprudenza comunitaria.

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