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Assunzioni con vincolo ampio

del 06/09/2011
di: di Antonio G. Paladino
Assunzioni con vincolo ampio
Negli enti locali sottoposti al patto di stabilità, nei quali l'incidenza delle spese di assunzione non è superiore al 40% delle spese di personale, il vincolo di spesa per assunzioni del 20 per cento, imposto dall'articolo 14, comma 9 della manovra correttiva dei conti pubblici del 2010, si intende riferito alle assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipologia contrattuale, in quanto, nell'ordinamento vigente, non esiste un principio di «favor» nei confronti delle assunzioni temporanee o precarie rispetto a quelle a tempo indeterminato. Lo hanno precisato le Sezioni riunite della Corte dei conti, nel testo della deliberazione n. 46 pubblicata ieri, che hanno così risolto alcune difformità di interpretazione delle disposizioni contenute al citato articolo 14, comma 9 del dl n. 78/2010. Tale norma prevede, a decorrere dall'1/1/2011 con riferimento alle cessazioni intervenute nel 2010, che è fatto divieto agli enti nei quali l'incidenza delle spese di assunzione è pari o superiore al 40% delle spese correnti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, mentre i restanti enti possono procedere ad assunzioni di personale nel limite del 20% della spesa corrispondente alle cessazioni dell'anno precedente. Sul punto sono intervenute alcune sezioni della stessa magistratura contabile, per dirimere la questione se il via libera alle assunzioni (per la quota parte del 20%), fossa da intendere esclusivamente a tipologie di contratto a tempo indeterminato, ovvero all'instaurazione di altre tipologie di lavoro e, visto che sono stati registrati differenti orientamenti, la sezione lombarda della Corte ha chiesto alle Sezioni riunite un intervento di massima. È pacifico, hanno rilevato le Ss.rr., che la norma in osservazione è finalizzata a contenere la spesa di personale senza incidere sulle modalità organizzative degli enti interessati. Pertanto il vincolo di spesa del 20% deve essere riferito alle assunzioni di personale avvenute a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale. Ne è prova la sua collocazione (all'interno della disciplina del patto di stabilità), che induce a ritenere che la percentuale del 20% sia di natura strutturale e riferita all'intero complesso delle spese di personale. Quindi, ammettono le Ss.rr., appare indifferente la tipologia contrattuale, rilevando esclusivamente il risultato in termini di saldi economici e finanziari. Peraltro, nell'ordinamento vigente non esiste un principio di favor nei confronti delle assunzioni temporanee o precarie rispetto a quelle a tempo indeterminato. Ma, nella predetta percentuale non devono essere incluse le assunzioni obbligatorie per legge, gli interventi caratterizzati da somma urgenza e lo svolgimento di servizi «infungibili ed essenziali». Tuttavia, la norma appare «rigida» nella presunzione assoluta che si possa fronteggiare adeguatamente la riduzione dell'80% della spesa afferente al turnover complessivo negli enti soggetti al patto di stabilità. Sussiste, quindi, l'esigenza e l'opportunità di una migliore graduazione. Infine, nel complesso della spesa presa a riferimento per quantificare la percentuale del 20% vanno inclusi anche stanziamenti non utilizzati inerenti al personale a tempo indeterminato cessato e non sostituito nel 2010.

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